|
16.09.1999
- La
fiducia a Prodi da parte dell'Europarlamento non poteva passare
inosservata da parte della stampa italiana, che pure non era stata
prodiga di informazioni sull'Europarlamento durante la recente campagna
elettorale per il suo rinnovo. Le cronache evidenziano ciò che, in
campagna elettorale, era stato per lo più taciuto. Forza Italia, che
aveva combattuto fieramente e accanitamente Prodi durante il suo mandato
di Presidente del Consiglio dell'Italia, gli vota la fiducia a
Strasburgo in sintonia con le decisioni del PPE. Avrebbe potuto votargli
contro come i conservatori inglesi o i cristianosociali, che pure
aderiscono al PPE, ma non lo ha fatto. Ora, valle a spiegare ad elettori
e militanti le ragioni che hanno spinto FI a votare chi per essi era e
rimane il "mortadella" !
Radicali e Lega
hanno sottolineato il loro isolamento nell'Europarlamento, astenendosi
dalle votazioni. Non condividiamo minimamente la decisione di non
consentire la formazione di un gruppo misto, non cementato da affinità
ideologiche e programmatiche, con la penalizzazione che ne consegue per
l'espletamento del mandato dei parlamentari che non si riconoscono nei
principali gruppi politici europei. In ciò crediamo di essere coerenti
con la nostra battaglia contro il "bipolarismo" italiano che,
di fatto, non consente neppure l'elezione in Parlamento di chi non si
vuol mischiare con l'uno o l'altro polo. Resta però il fatto che,
almeno in Europa, le principali culture politiche vengono rappresentate
in parlamento. Se poi Radicali e Lega restano cani sciolti
nell'Europarlamento, privi di qualsiasi collegamento con i gruppi
principali e quindi privi di qualsiasi influenza in ciò che riguarda le
deliberazioni parlamentari e la rappresentanza degli interessi italiani,
questo è un problema che andava spiegato ad alta voce ai nostri
elettori prima del voto.
Non capiamo neppure la ragione per la quale i radicali, che cercano di
accreditarsi come liberali, liberisti e libertari, si ostinano a non
aderire al gruppo liberale.
Insomma, l'anomalia politica italiana - ma sarebbe meglio chiamarla il
"casino" politico italiano - esce dalla penombra dei nostri
massmedia, sale sul palco dell'Europa e, illuminata dai suoi riflettori,
raccoglie un sonoro sghignazzo da chi vorrebbe i nostri partiti un po'
più europei. |