tutti a tavola: la bufala è servita !

21.11.1999 - Per il Dizionario di Politica, diretto da Norberto Bobbio, Domenico Settembrini scrisse che "il revisionismo si definisce unicamente in rapporto al marxismo", ma "l’edificio dottrinale eretto da Marx è talmente compatto che difficilmente si può rivederne una parte senza che tutto l’insieme ne risenta". E’ così che Bernstein, il caposcuola e più illustre rappresentante del revisionismo, giunge a declinare il revisionismo nel "riformismo". Nella voce "riformismo" scriveva Settembrini: " Riformista è, invece, quel movimento che mira a migliorare e perfezionare, magari radicalmente, ma non a distruggere l’ordinamento esistente, perché ritiene valori assoluti di civiltà i princìpi su cui esso si basa". Che il liberalismo sia cosa ben diversa dal revisionismo ed anche dal riformismo ce lo spiega molto bene Valerio Zanone nella relazione tenuta al convegno dell’Istituto Gramsci su "Revisionismo socialista e rinnovamento liberale negli anni ‘80":" Di tutt’altra natura è la cultura liberale, che concede largo spazio alla fallibilità delle previsioni (comprese quelle che si presumono scientifiche); non ambisce al costruttivismo organico; e per di più è connotata da un eclettismo irreparabile… alla cultura liberale non servono revisioni per rinnovarsi; la ricerca non ha fine. Proprio in forza di ciò il rinnovamento del pensiero liberale si è dimostrato al confronto con le altre dottrine politiche il più capace di adeguarsi alle accelerazioni della storia, senza fratture rispetto al proprio impianto tradizionale".
Tutto ciò si è detto perché si è aperto a Firenze un vertice sul tema "Riformismo nel XXI secolo", al quale partecipano, oltre ai leaders socialisti europei, anche il cattolico Prodi e il democratico Clinton. Sia ben chiaro che non c’è niente di nuovo sotto il sole, se non l’annuncio del concepimento del quarto figlio dell’inglese Blair. Per la verità, si discuterà anche del progetto di costituzione di una "super-fondazione" per il "Riformismo" o "Terza via" che D’Alema vorrebbe a Firenze e Clinton nella sua cittadina natale di Little Rock in Arkansas. D’altra parte, Clinton è all’ultimo mandato presidenziale e non intende ritirarsi a vita privata lasciando dietro di sé il ricordo di un presidente celebre forse più per le sue disavventure amorose, che per gli indubbi successi politici. E poi, si sa come vanno le cose negli USA: solo chi non conosce la differenza tra i partiti politici europei e quelli americani, può pensare che Clinton sia un leader di partito, capace d’influenzare attraverso il partito la politica americana anche per gli anni a venire.
Ma vi sono anche altre differenze tra USA ed Europa. Il marxismo ed il socialismo sono estranei alla cultura politica degli states, divisa ancor oggi tra conservatorismo repubblicano, libertarianesimo e liberalismo democratico; quest’ultimo capace di diventare maggioranza attraverso l’aggregazione dell’arcipelago delle minoranze etniche, culturali, religiose e sociali. La cultura politica europea è, invece, saldamente ancorata a radici ideologiche marxiste, liberali, conservatrici, in tutte le loro sfumature e peculiarità nazionali. Per "Terza via" viene spacciato in Europa il restyling del riformismo socialista, o un sogno da alchimisti della politica o una bufala, a seconda dei punti di vista: certamente non ha nulla a che fare con il liberalismo. Il cattolico Prodi ci dice che "riformismo e bipolarismo sono beni preziosi … che questa riunione è un’ulteriore lezione di bipolarismo … che il bipolarismo c’è dappertutto nei paesi di democrazia matura": queste affermazioni sono veramente e soltanto una bufala. O forse è solo un problema di insufficienza diottrica il non vedere, non solo partiti liberali al 20% in Gran Bretagna e in quasi tutto il nord Europa o un movimento libertario sulle stesse percentuali negli USA, ma neppure un partito liberale al 38% in Canada. In Italia, poi, il bipolarismo ci ha regalato oltre quaranta partiti e due partiti maggiori che faticano a raggiungere le percentuali dei partiti liberali nordeuropei o dei libertari americani. Se non la smettono con simili bufale, vien proprio da pensare che Prodi, D’Alema, Veltroni siano solo volgari mistificatori, che in nome del riformismo danneggiano e riportano indietro nel tempo una corrente di pensiero che pure ha una sua dignità. Lavorino pure al rafforzamento della divisione bipolare tra socialisti e conservatori, tra sinistra e destra. Lascino a noi liberali l’impegno e l’orgoglio di lavorare a quella terza via che da sempre è la via liberale, alternativa alla via socialista e a quella conservatrice, alternativa al bipolarismo.