UNO STRANO MODO DI DIRE NO AL RAZZISMO

14.02.1999 - L'Eco di Bergamo ha aperto l'edizione di oggi con il titolo "Centomila no al razzismo". Poi, nel riferire della manifestazione di solidarietà con gli immigrati, svoltasi a Milano, inserisce un riquadro con l'affermazione "La metropoli ripiomba nella paura: tre persone uccise in soli tre giorni". Davvero un bel modo di dire NO al razzismo ! Anche perchè nel bilancio delle vittime sembra che gli extracomunitari siano la maggioranza, così come sembra che italiani e "comunitari" siano la maggioranza dei killers. Questo modo di presentare le notizie spiana la strada al razzismo. La criminalità prospera laddove il disagio sociale è grande e la società non riesce ad alleviarlo. Il disagio sociale ha le sue radici nella povertà, nella disoccupazione, nella emarginazione. Se lasciamo che povertà ed emarginazione si impossessino dell'immigrazione, allora certo aumenterà la disperazione: con la disperazione crescerà l'estremismo, l'intolleranza e la violenza.
Il problema della criminalità non è dunque un problema riconducibile esclusivamente all'immigrazione (ci siamo forse dimenticati della disoccupazione, della droga, delle organizzazioni criminali che nascono e prosperano nei quartieri degradati della periferia milanese ?).
Neppure essere clandestini significa essere criminali, così come essere cittadini non significa non essere criminali.
Se non si fanno queste necessarie distinzioni rischiamo davvero di soffiare sul fuoco dell'intolleranza e del razzismo. Così come, senza queste distinzioni, diventa impossibile affrontare seriamente il problema del disagio sociale, del quale l'immigrazione è un aspetto importante, ma non il solo. Trovare capri espiatori è da sempre la cosa più facile, ma non contribuisce a risolvere il problema della sicurezza delle nostre città nè a contrastare con efficacia la criminalità.