TRAPIANTI: la nuova legge e l'AIDO di Bergamo

08.04.1999 - Il 3 febbraio scorso scrivevamo che la nuova legge sul silenzio-assenso per i trapianti di organi vedeva uniti sinistre, destre e cattolici nell'umiliare i valori su cui si regge la donazione. Definivamo la legge, poi approvata defintivamente pochi giorni fa, un assassinio politico del senso di responabilità individuale e  di ciò che di più nobile alberga nell'animo umano. A soli due mesi da quando esprimevamo le nostre convinzioni, le vediamo confermate da quanto sta succedendo a Bergamo. Si, proprio a Bergamo, città fortemente impegnata sul fronte della solidarietà e storica roccaforte dell'AVIS e dell'AIDO. Nel quartiere di Longuelo (quartiere occidentale della città) la sezione dell'AIDO (270 iscritti in dieci anni di vita) a marzo si è sciolta. Non solo perchè nessuno vuole sostituire il presidente uscente Maria Teresa Masini che lascia la città, ma soprattutto perchè nessuno vuole assumersi la responsabilità di componente del  nuovo consiglio direttivo. Vorremmo tanto poterci sbagliare, convincerci che il venir meno dell'impegno in associazioni meritorie come l'AIDO sia solo un altro aspetto della disaffezione per ogni forma di associazionismo, compreso quello politico, o per l'impegno civico (quante difficoltà a trovare candidati per le istituzioni civiche !). Temiamo, però, di aver avuto ragione quando esprimevamo le nostre convinzioni sulla legge per l'espropriazione degli organi. Lo temiamo, perchè a noi liberali non fa alcun piacere vedere andare in crisi associazioni che promuovono il senso di responsabilità individuale ed i migliori valori dell'animo umano. Alla sezione AIDO di Longuelo non possiamo che augurare di riprendere la propria attività, perchè, nonostante la nuova legge, c'è ancora bisogno di lei.