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28.09.1999
- Da
tempo la provincia di Bergamo è tappezzata di segnaletica con la doppia
denominazione dei Comuni: in italiano e in bergamasco. I leghisti ne
fanno un punto d'onore, mentre chi non è leghista si divide tra coloro
ai quali non dispiace una simbolizzazione della bergamaschità e coloro
i quali non ne vogliono proprio sapere, magari solo per dispetto alla
Lega. Adesso quella che fino a ieri era considerata poco più che
polemica da bar, si è fatta cosa seria ed entra nelle aule del
Tribunale. E' accaduto alla Sezione di Clusone del Tribunale di Bergamo,
dove il giudice è stato chiamato a decidere sull'opposizione del
sindaco di Vertova alla multa inflittagli dai carabinieri per i cartelli
bilingui. Ovviamente, l'udienza è stata movimentata da una larga e
chiassosa partecipazione di militanti, assessori e sindaci leghisti. I
problemi delle nostre valli incancreniscono giorno dopo giorno anche con
le amministrazioni leghiste, ma passano in secondo piano di fronte a
battaglie in cui sono in gioco i simboli.
A Bergamo, invece, le minoranze disertano il consiglio comunale per
impedire l'approvazione frettolosa delle modifiche allo Statuto
comunale; modifiche che consentono in primo luogo di allargare la
composizione della Giunta cittadina. Qui non sono in gioco i simboli, ma
solamente interessi dell'una e dell'altra parte. La destra che
amministra dice di volere una Giunta più larga in nome dell'efficienza;
la sinistra ritiene, non a torto, che l'allargamento della Giunta mira
solo a soddisfare gli appetiti dei partiti di maggioranza, visto che
finora la giunta è stata composta solo da uomini di partito. Idee e
progetti della nuova Amministrazione ancora non si conoscono, con
l'eccezione dello smantellamento di tutto ciò che è stato fatto
dall'amministrazione precedente: ma, se mancano idee e progetti, perchè
allargare la Giunta ? cosa debbono fare i nuovi assessori ? E' su queste
cose che la sinistra doveva confrontarsi con la destra in consiglio
comunale. Ritirarsi sull'Aventino non giova a nessuno: men che mai alla
città. |