destra spendacciona, sinistra compiacente

21.10.1999 - Ricordate la campagna scandalistica della destra sugli incarichi di consulenza distribuiti dalla passata amministrazione ? Con la vittoria della destra alle amministrative di giugno ci saremmo attesi un po' di coerenza con quella battaglia: invece, questa Giunta sembra proprio fregarsene della coerenza. Già si è scritto il 28 agosto scorso della nomina dell'addetto stampa e di quella del direttore generale (il responsabile per gli enti locali di Forza Italia), con lauti compensi. Lo spunto per quella riflessione nasceva dall'allarme del neo assessore Marabini per la scarsità delle risorse a disposizione del Teatro Donizetti. Ed è proprio Marabini che ancora una volta ci sorprende. Il 18 dicembre scorso ha portato in consiglio comunale una delibera per l'affidamento dell'incarico triennale di "direttore artistico per le attività musicali" con un compenso di 483 milioni. La delibera è passata con il voto compatto di tutta la maggioranza di destra e l'astensione compiacente dell'opposizione di sinistra. Noi liberali, non potendolo fare in consiglio comunale perchè gli elettori non ci hanno dato voti sufficienti per esserci, sentiamo il dovere di denunciare ai cittadini bergamaschi alcuni fatti che possono indurli a riflettere.
Negli anni passati l'incarico di "direttore artistico" del Teatro Donizetti è sempre stato conferito di anno in anno, con un compenso medio di circa 50 milioni annui. Triplicare il compenso ed estendere l'incarico a un triennio appare del tutto immotivato, oltre che contrario ad ogni principio di sana amministrazione: ciò per la mancanza di una programmazione artistica estesa al triennio, per l'assenza del bilancio preventivo del Comune per il 2000, per l'assenza del bilancio triennale che la legge impone al Comune con funzione programmatoria di medio periodo. Con questa delibera si sono ipotecati i bilanci comunali dei prossimi tre anni e si è innescata una tendenza alla crescita progressiva dei costi di gestione del Teatro, deteriorando il rapporto di copertura degli stessi con ricavi diretti propri. Insomma, se lo sforzo del precedente assessore si era concentrato su una gestione più economica dell'attività teatrale e su un migliore rapporto tra entrate proprie e finanziamento del Comune (rapporto salito in quattro anni dal 40 al 60% a favore delle entrate proprie), l'attuale assessore ha, invece, imboccato la strada della triplicazione dei costi e dell'addosso degli stessi in via preventiva triennale alle casse comunali. Veder buttati all'aria, con tanta leggerezza, quattro anni di faticoso lavoro di sana amministrazione è troppo per il precedente assessore - il liberale Margiotta - che ha preso carta e penna ed ha scritto alla Corte dei Conti ed ai Revisori dei conti del Comune.
Per concludere, questa destra che amministra oggi la città di Bergamo assomiglia come una fotocopia alla peggiore DC che l'ha governata per quarant'anni con metodi economici invisi ai liberali, ma tanto cari alla sinistra di allora. Ed è forse per questo che la sinistra di oggi le ha concesso la sua compiacente astensione.