ECONOMIA: l'Europa non ride, ma l'Italia piange

16.02.1999 - L'Europa non ride, ma l'Italia piange. La produzione italiana si è attestata nel 1998 ad un +1,7%, contro previsioni già pessimiste del 2,5% rispetto ad un 1997 in cui la produzione si era attestata su un già modesto +2,2%. Lo scorso mese di dicembre, poi, è stato una vera Caporetto rispetto a dodici mesi primi con un calo percentuale del 3,9%.
Anche se i risultati non sono stati brillanti in tutta l'area dell'Euro, l'economia italiana soffre più di quelle degli altri paesi europei. Le previsioni per il 1999 sono ancora peggiori: solo un +1,4% rispetto al 1998.
Se la caduta della componente estera della domanda sembra una delle cause dei nostri guai, con l'avvento dell'Euro e la stabilità dei cambi non c'è da sperare molto dalla domanda estera. Qualche speranza viene dalla domanda interna, in presenza di tassi reali bassi. In fondo è l'unica speranza che ci rimane, dal momento che Ciampi ha gelato ogni aspettativa su un'eventuale riduzione della tassazione delle imprese ed il governo si balocca con misure di "doping" come quella sulla rottamazione. Ma nell'insieme è tutto il settore produttivo italiano a soffrire: non solo per le croniche pressioni del sistema Italia sulla giugulare del mondo produttivo, ma anche per l'incapacità di questo a darsi un dimensionamento ed una spinta innovativa capaci di reggere la concorrenza internazionale.