DIRITTI UMANI E CATEGORIE: rassegna stampa

24.02.1999 - Aristotele, nella sua ossessione per lo studio empirico della natura, è passato alla storia per aver collocato tutto e tutti entro un sistema di categorie. Il pensiero e la vita del mondo occidentale ne sono rimasti così fortemente condizionati che ancora oggi è difficile uscire dagli steccati aristotelici.
E non si vuole qui alludere alla brava gente che l’organizzazione del Festival di S. Remo ha evocato sotto i riflettori del palcoscenico per qualche minuto di evasione dalla loro e nostra quotidianità. Ci si riferisce, invece, a quelle categorie entro le quali ciascuno di noi viene collocato dalla nascita o dagli eventi della vita. I diritti non ti vengono riconosciuti come appartenente alla specie umana, ma come appartenente ad una categoria della specie e più spesso ad una delle infinite sottocategorie in cui la specie umana è andata via via articolandosi. Qualcuno ha stabilito che la specie umana è composta del genere uomo e del genere donna: non appartieni ad una delle due ? non puoi avere i diritti che spettano loro e così c’è chi va predicando l’allontanamento dalla scuola degli insegnanti omosessuali. Se appartieni alla sottocategoria uomo/donna sterile, non hai diritto ad essere padre o madre. Se, poi, la scienza medica consentirà anche agli uomini di partorire, c’è da giurare che tale diritto non ti verrà riconosciuto perché spetta solo alle donne. Appartieni ad una religione diversa da quella cattolica, il tuo luogo di culto verrà chiuso da uno zelante sindaco leghista. Appartieni alla sottocategoria dello straniero, una volta scaduto il permesso di soggiorno sei "clandestino" e devi essere rimpatriato: è il pericolo che corre Tatiana, una orfanella bielorussa di dieci anni, arrivata in Italia per complesse cure mediche che non riescono a coordinarsi con i tempi del permesso di soggiorno. Appartieni alla sottocategoria degli emigrati all’estero, forse puoi sperare che la legge ti consenta di votare nel tuo paese di residenza. Se, però, sei un immigrato in Italia non provare a chiedere la cittadinanza e il diritto di voto: non ti verranno concessi, neppure se vivi, lavori, paghi le tasse in Italia da oltre dieci anni. Pugno duro con gli stranieri ! sentenzia il 63% degli italiani. Così se un marocchino uccide un prete, merita la forca; se un frate uccide una nigeriana è solo un caso pietoso. Se poi appartieni alla sottocategoria dell’"immigrato clandestino" l’unico diritto che hai è di essere incluso nell’altra categoria dei "criminali". Se, invece, sei condannato come criminale al termine di un giudizio di primo grado, domani forse non avrai il diritto di far perdere tempo alla "giustizia" con eventuali appelli che ti riconducano nella categoria degli innocenti: chi si ricorda più di Enzo Tortora ?
Per oggi abbiamo esaurito la rassegna stampa, ma quella di oggi non è diversa da quella di ieri e, forse, di domani. Buonisti ? no, solo liberali !