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01.03.1999
- Ma che razza di Stato è uno Stato che
retribuisce con due milioni al mese (2 milioni e 600 mila-2 milioni e 700 mila lire, dopo
35 anni) insegnanti che dovrebbero formare la nuova classe dirigente e la società futura?
Quale credibilità può avere? Sono le domande che Luigi Vaccari pone oggi ai lettori de
"Il Messaggero", riprendendo la notizia - apparsa ieri sul "Corriere"
di un professore di di un liceo di Olgiate Comasco che ha affisso allingresso
del suo istituto una lettera di protesta, rivelando che le retribuzioni dei docenti
italiani sono le più basse di tutta la CEE e la metà di quelle della Spagna. Vaccari
parafrasa Marx e scrive che il livello di una società si vede anche dal ruolo della
cultura e dell'educazione "che in Italia non sono tenute nel conto dovuto. E la
Scuola va in malora". Commenta leditorialista: "Questa Legislatura le ha
dedicato una riforma parcellizzata: gli esami di Stato, l'innalzamento di un anno
dell'obbligo... Pezzi di stoffa nuova su un vestito che continua a restare vecchio".
Siamo completamente daccordo con lui e con la rivendicazione per i docenti di quella
dignità professionale che resta loro negata in Italia. Ma che bisogno cè di
parafrasare una frase di Marx sul ruolo delle donne ? Bastava richiamarsi al buon senso,
se non proprio allintelligenza: buon senso ed intelligenza che sono mancati per
troppi anni a chi, citando Marx, ha fatto di un posto a scuola il classico tozzo di pane
che non si negava a nessuno e, in nome di uno sciagurato egualitarismo, ha equiparato la
retribuzione dellinsegnante a quella dei lavoratori peggio retribuiti. |