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11.03.1999
- "La coppia
di fatto non può restare nellanonimato". Lo afferma la presidente nazionale di
Azione Cattolica, Paola Bignardi, in unintervista rilasciata all
"Unità". Si comincia, dunque, ad intravvedere qualche timida apertura del mondo
cattolico verso un problema che riguarda ormai milioni di cittadini italiani. Non sono
passate che poche settimane da quando i parlamentari cattolici hanno voluto ribadire il
rifiuto pregiudiziale a qualsiasi forma riconosciuta di unione che non si fondi sul
vincolo del matrimonio. Se il cattolicesimo politico ha vinto la sua battaglia di
retroguardia in parlamento, negando il diritto alle coppie sposate di procreare con seme
od ovulo proveniente da donatore esterno alla coppia e alle coppie di fatto di poter
accedere alla fecondazione assistita - eterologa e non quella parte del mondo
cattolico, più vicina alla realtà ed ai problemi della nostra società, comincia dunque
ad interrogarsi sui diritti negati alle coppie di fatto e sulle responsabilità che il
loro rapporto comporta allinterno della coppia, verso i figli e verso la società.
Noi liberali prendiamo atto con soddisfazione di queste aperture. Il dibattito, che si è
acceso nel paese sulla fecondazione assistita e sul riconoscimento delle famiglie di
fatto, non è stato inutile. E nel dibattito e nel confronto che si rafforza la
democrazia e la civiltà di un popolo.
Nessuna soddisfazione ci viene, invece, da Forza Italia che ha condannato, senza appello,
come "vetero femminismo" la riflessione della presidente nazionale di Azione
Cattolica. Ma questo è un altro problema o, meglio, è il problema "Forza
Italia". |