DIRITTI DELLE DONNE: l'umiliazione continua

10.04.1999 - Se la donna stuprata è incinta di sette mesi, non vi è aggravante per il reato di stupro e si possono applicare le attenuanti generiche. Così hanno deciso i giudici della terza Sezione della Corte di Cassazione. Ci suggeriscono di criticare il legislatore perché, pur mosso da nobili intenzioni, è però un pessimo legislatore. Fin qui si potrebbe anche essere d’accordo. La tecnica giuridica è andata sempre più scadendo con lo scadimento della nostra classe politica. Ma non si può neppure dimenticare che le norme giuridiche esigono anche di essere interpretate quando la loro letterale applicazione confligge con il buon senso e la volontà del legislatore, ancorchè malamente espressa. Non sappiamo se i giudici della Corte di Cassazione sarebbero così clementi con gli stupratori se le vittime fossero le loro mogli o le loro figlie. Dopo la sentenza che escludeva la possibilità di uno stupro di una ragazza in jeans, le cronache ci informano che le case produttrici di questi popolari indumenti hanno visto crollare le vendite del 30%. Se neppure i jeans possono rendere più credibile lo stupro agli occhi dei nostri supremi magistrati, perché indossarli ancora ? Ora che le donne ritorneranno alle gonne e alle minigonne, sarà più facile anche per i nostri supremi magistrati affermare che la donna è sempre consenziente.