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14.04.1999
- Le nubi si stanno
addensando sul pianeta Sanità. La riforma sanitaria contenuta, nel decreto legislativo
approvato stamattina dal Governo, sembra scontentare proprio tutti: associazioni sindacali
dei medici, Confindustria, associazioni delle cliniche private, Tribunale del Malato,
assessori regionali alla sanità. Tra i medici, gli odontoiatri sono i più arrabbiati: si
aprono le porte del servizio sanitario nazionale allodontoiatria con il rischio di
vedere scomparire la libera professione. Oltre tutto, saranno rimborsati solo gli
interventi estetici (apparecchi correttivi), mentre le protesi per gli anziani, necessarie
per la masticazione, non saranno rimborsate. Per la verità è previsto che il rimborso
avvenga attraverso i fondi integrativi, ma solo se il paziente si rivolgerà alle
strutture pubbliche. Insomma è un chiaro attentato alla competitività della libera
professione. Che questo governo non abbia molto a cuore le sorti delle libere professioni,
è fatto ormai noto. Basti pensare alla nuova normativa sui CAF, che spiazza dottori
commercialisti e ragionieri, o alla riforma della professione davvocato, che rischia
di aprirsi a cani e porci. Che alcune cose non funzionino nellordinamento delle
libere professioni, sono gli stessi ordini professionali a lamentarlo da tempo; che
ladeguamento alla normativa UE e la necessaria integrazione tra i vari paesi che la
compongono fosse necessaria, non lo negano gli ordini professionali. Ma certo non possano
tollerare che si attenti alla sopravvivenza del libero esercizio della professione
privata. |