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17.04.1999
- La riforma del
commercio č stata approvata un anno fa con il Decreto Legislativo 31.3.1998 n.114. Noi
liberali ne avevamo giā allora denunciato lincoerenza dei princėpi liberali della
libertā d'impresa, del pluralismo, della concorrenza, della valorizzazione del ruolo
delle piccole e medie imprese commerciali (contenuti negli articoli 1 e 2), con il
successivo art.25 che dichiara sospesa per un anno la presentazione delle nuove
domande di autorizzazione commerciale. Affermavamo che, fermo restando che vietare la presentazione
di domande nuove denota una scarsa famigliaritā con il concetto di libertā di chi ha
voluto un privilegio corporativo e di chi lo ha concesso, lart.25 vietava per un
anno il rilascio delle nuove autorizzazioni richieste. Lanno di blocco delle
licenze commerciali doveva servire alle Regioni per l'adozione di una programmazione della
rete distributiva e, successivamente, ai comuni per recepirla nella propria normativa
urbanistica. Lanno scade il 24 aprile prossimo e le Regioni non hanno sin qui
adottato i provvedimenti legislativi di loro competenza. Cč chi vorrebbe una
proroga di quel termine. Cč chi, invece, chiede che almeno la liberalizzazione del
commercio per gli esercizi commerciali con superficie di vendita inferiore ai 250 metri
quadri non subisca alcuna proroga. E il caso dellAssessore al commercio del
Comune di Bergamo, il liberale Roberto Margiotta, che, dopo aver denunciato lanno
scorso leffetto liberticida del blocco, riprende ora carta e penna per scrivere al
ministro e allassessore regionale che una proroga, oltre che contraria agli stessi
princėpi contenuti nella legge, penalizzerebbe irrimediabilmente la piccola
imprenditorialitā commerciale. A Bergamo sono molti i casi di cittadini, spesso giovani,
che da un anno pagano laffitto per locali che non possono utilizzare, dopo averli
arredati e riempiti di merce. |