REFERENDUM: lo sconfitto è il bipolarismo

19.04.1999 - Poco prima di mezzanotte Raiuno manda tutti a letto con la convinzione che il referendum abbia raggiunto il quorum del 50+1 per cento degli elettori votanti e che il SI abbia vinto con maggioranza plebiscitaria. Per due ore i leaders dei partiti sembrano credere alle proiezioni Abacus. Soddisfazione tra i sostenitori del SI, amarezza tra quelli del NO. Quelli del SI sfoggiano tutto I'armamentario retorico sul significato epocale di un voto che boccia il proporzionale e rafforza il "bipolarismo". Come al solito, nessuno spiega che il "bipolarismo" è un'invenzione tutta italiana, che non sta scritto nella legge elettorale, che non ha nulla a che fare con il sistema maggioritario uninominale. Quelli del NO si prestano ad aumentare la confusione: invece di chiarire che il referendum aveva l'unico scopo di abolire la quota proporzionale in un sistema maggioritario (due cose che fanno a botte tra loro) avvallano la tesi che in gioco vi sia la scelta tra sistema proporzionale e sistema maggioritario. Nessuno che alzi la voce contro il "bipolarsmo" e le coalizioni di partiti e partitini nei collegi uninominali, perchè di tali idiozie si avvantaggiano sia gli uni che gli altri. Come spiegare il sorgere di 50 partiti in cinque anni ? I partiti e i loro leaders non lo spiegano, ma gli italiani lo hanno capito: l'astensione non è altro che rifiuto dei troppi frutti malati del bipolarismo.
Il colpo di scena ce lo regala il TG5 all'una di mattina, quando la corrispondente dal Viminale annuncia i dati finali sulla partecipazione al voto. Hanno votato il 49,6% degli elettori. Il referendum non è valido ! Assenteismo strumentale ? assenteismo per disaffezione verso lo strumento referendario, abusato negli ultimi anni ? assenteismo per disaffezione verso la partecipazione al voto ? Assenteismo, semplicemente, perchè gli italiani non hanno voglia di votare su cose futili quando a pochi chilometri la gente viene massacrata e centinaia di migliaia di donne, vecchi e bambini vengono deportati in una folle escalation di pulizia etnica ? Forse sarebbe bene che il nostro governo cominci a pensare all'accorpamento delle elezioni amministrative di giugno con le regionali dell'anno prossimo, se non vuole trovarsi di fronte ad un altro flop di partecipazione. Si sa la democrazia vive di partecipazione, ma la troppa partecipazione può anche far ammalare la democrazia.