INCENTIVI AL PARTO: come un bastone da pollaio

06.05.1999 - La media dei figli nati per donna è in Italia è tra i più bassi al mondo: l’ISTAT l’ha determinato in 1,21. Emiliane, friulane e liguri hanno tassi di poco superiori allo 0,90; nel sud, in dieci anni, si è quasi dimezzato dal 2,72 all’1,47; nel nord, dove nello stesso periodo è sceso dall’1,91 all’1,04, le cose non vanno meglio. Se a ciò si aggiunge che la maternità è sempre più tardiva con una media, dell’età delle partorienti, di 29,6 anni, allora non c’è da stupirsi se il Comune di Milano ha deciso di dare il proprio contributo all’accelerazione demografica: un milione al mese per due anni alle neomamme che risiedano a Milano da almeno 15 anni, non abbiano un reddito superiore a 32 milioni e preferiscano rinunciare al nido. Il provvedimento ha suscitato molto rumore: ne sono entusiasti il Sindaco Albertini e l’assessore Colli, un po’ meno la Lega e Formentini che vedono crescere la concorrenza, per niente entusiaste le sinistre che vi scorgono i germi di un tentativo di riequilibrio della razza meneghina rispetto alle altre razze d’immigrazione. Noi liberali ribadiamo la nostra convinzione che misure come queste non servono ad incidere sulla scarsa propensione delle donne a mettere al mondo figli: una scarsa propensione che ha radici più profonde di natura sociale e psicologica, non solo reddituale. Ma poi, passati i due anni di contributi, chi pensa ai figli nati ad opera di un incentivo che sembra speculare a quello sulla rottamazione ? E se la vera ragione fosse quella di disincentivare l’accesso ai nidi, così costosi per le casse comunali ? Beh, allora significa che la Giunta milanese di centro-destra non ha capito che il nido è un servizio che si rende soprattutto ai bambini, prima ancora che alle mamme. Ma, allora, perché si toglie un servizio proprio ai bambini meneghini ? Questo provvedimento sembra proprio un bastone da pollaio: da qualsiasi parte lo prendi, ti sporchi.