BIPOLARISMO e crisi della democrazia

28.08.1999 - Le elezioni amministrative ed europee sono appena passate e sappiamo come sono andate. Quelle regionali e, forse, le politiche incalzano, sappiamo come andranno a finire. I capi di stato maggiore delle gioiose macchine da guerra della sinistra e della destra non ripongono più molta fiducia nelle compagnie di ventura già assoldate e anzi tempo logorate. Pensano a nuovi acquisti e rivolgono l'attenzione a chi bivacca nei pressi dei loro schieramenti. Lanciano messaggi, gli uni a Rifondazione Comunista di Bertinotti, gli altri alla Fiamma Tricolore di Rauti. E, poi, ci sono sempre i transfughi da una Lega a pezzi. Messaggi in politichese: ricostruire i rapporti su basi nuove, accordiamoci sui programmi, niente ribaltoni nè inciuci, etcc...
I sondaggisti incalzano e anche chi non ne è ossessionato, come Berlusconi, non può proprio fare spallucce ai nuovi oracoli.
L'importante è sconfiggere l'avversario, non i problemi che assillano gli italiani. Vengono alla mente le parole di Giuseppe Maranini ed il suo accorato appello per una democrazia pluralista e garantista, sostitutiva di quella che lui chiamava "fattispecie italiana" di una democrazia aritmetica e assembleare. Ma, forse, neppure Maranini pensò che a questa fattispecie di democrazia sarebbe rimasta un'assemblea di popolo elettore poco superiore al 50%.