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12.09.1999
- Dopo
la sortita di Amato per una nuova aggregazione delle forze laico-
riformiste, anche Dini fa la sua mossa: vuole aggregare tutti coloro che
sono interessati alla liberal-democrazia; è persino disposto a portare
i suoi uomini nel gruppo liberale al Parlamento Europeo. Lo scopo ?
vincere le elezioni regionali del 2000. Da soli ? neanche parlarne. Lui
ha parlato con D’Alema e gli ha manifestato la preoccupazione che lo
schieramento di sinistra stia perdendo per strada i ceti medi. E allora
l’operazione serve a rafforzare la sinistra non i liberali in Italia.
Anche D’Alema è proccupatissimo per la perdita dei ceti medi e sa che
la sua coalizione di sinistra sta andando in pezzi. Sa che Amato e Dini
possono ben poco nel recuperare i ceti medi alla sinistra. Allora si
incontra con Cossiga e lo incarica di riaggregare il centro dello
schieramento di sinistra.
Sul fronte della destra, Fini scarica su Segni tutte le responsabilità
della disfatta europea del suo partito e, con le responsabilità,
scarica anche Segni. Berlusconi non se ne preoccupa più di tanto,
perché lo scaricato Segni annuncia serafico che lui rimarrà comunque
nello schieramento di destra. Berlusconi, invece, si preoccupa del PPI
che alle europee è rimasto al tappeto come un pugile suonato: lo invita
ad entrare nello schieramento di destra perché, ormai, solo FI
interpreta al meglio le idee ed i valori dei padri fondatori della
Democrazia Cristiana. E, poi – che diamine ! – FI e PPI non stanno
insieme nel Partito Popolare Europeo ?
Insomma, i padroni della sinistra e della destra stanno spronando i
gregari a far meglio la loro parte. Ciò che non sorprende è che i
gregari siano afflitti dall’"imbecillità", ovvero da quella
malattia che non consente loro di camminare con le proprie gambe; una
malattia che è la fase acuta e terminale del "servilismo"
verso i padroni del cosiddetto "bipolarismo".
Nessuno si chiede perché gli elettori liberaldemocratici dovrebbero
continuare a seguire dei leaders – ma sono davvero dei leaders? –
"imbecilli".
Parafrasando il ragionamento di Giovanni Sartori sulla stabilità dei
governi, possiamo affermare che, se il problema è quello di ridare
rappresentanza ai ceti medi e ai liberaldemocratici, bisogna convincersi
che il "bipolarismo" non è la cura, ma la causa dell’"imbecillità"
di ceti medi e liberaldemocratici. |