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17.12.1999
- In
questi mesi ed ancora pochi giorni or sono, abbiamo manifestato tutta la
nostra repulsione per questo bipolarismo che sta incancrenendo la nostra
democrazia. Ci siamo scagliati contro un sistema fondato sulla
proliferazione di partiti e partitini, sul ricatto dei partiti maggiori
per tenere stretti a sé e al loro schieramento i partiti minori, sul
ricatto dei partiti maggiori da parte dei minori che non sono più
cespugli ma funghi spuntati e marciti in una sola notte nel sottobosco
della nostra politica; insomma, ci siamo scagliati contro un sistema che
è quanto di più illiberale potessimo immaginare dopo – o in
prosecuzione di - quello messo a nudo dai fatti giudiziari di
tangentopoli. Cossiga e Pisanu denunciano l’avvio di una campagna
dell’attuale maggioranza per l’acquisto di parlamentari che
suppliscano alla defezione del cd. trifoglio (cossighiani, socialisti e
repubblicani). Mastella, additato da alcuni come arruolatore
dell’attuale maggioranza, si difende attaccando e dichiarando: "
lo schifo è di tutti " perché anche il Polo fece altrettanto
quando si trattò di consolidare la propria maggioranza nel 1994 e non
ha ancora smesso, ora che si tratta di dare il colpo di grazia ad una
maggioranza che sembra reggersi in parlamento su di un sol voto. Il suo "lo
schifo è di tutti" ci riporta alla mente la difesa di Craxi in
parlamento. I gruppi misti di Camera e Senato, cui dovrebbero
appartenere gli eletti in formazioni politiche prive dei numeri per
costituire un proprio gruppo parlamentare, si sono infoltiti di
transfughi a tal punto da avere una consistenza di poco inferiore ai
gruppi dei due maggiori partiti. Il mercato dei parlamentari non
interessa solo i due principali schieramenti, ma anche parlamentari
eletti sotto il simbolo di quella Lega che voleva essere la
moralizzatrice dei palazzi romani della politica. Ha ragione Occhetto
quando afferma che "la presunta offerta di 200 milioni ad alcuni
deputati sia meno scandalosa della promessa di un collegio sicuro, perchè
offrire un seggio è come vendere l’anima dell’elettore che non può
emigrare ed è costretto a votare per un trasformista".
Aggiungiamo noi quello che Occhetto non ha voluto dire: se il moralismo
solleva indignazione verso i comportamenti degli uomini, la ragione deve
indurci a riflettere sul gravissimo degrado in cui versa la nostra
democrazia e convincerci che l’interpretazione bipolare del
sistema elettorale maggioritario ci ha traghettato direttamente da un
sistema fondato sulla corruzione dei partiti ad un altro che esalta la
corruttibilità degli uomini.
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