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23.12.1999
- Ieri
sera è andata in onda su Raitre la diretta della presentazione al
Senato del nuovo governo D'Alema. Abile il presidente nella sua
esposizione, ma irrimediabilmente glaciale e, a tratti, sarcastico come
è nel suo stile: se qualche telespettatore pensava di comprendere
qualcosa di più delle ragioni che hanno portato allo scioglimento del
precedente governo e alla costituzione del nuovo, certo ha dovuto
ricredersi. D'altra parte, nell'ultima trasmissione "Circus"
di Santoro, l'Abacus ci ha informato che la maggioranza degli italiani
associa al termine "politica" il termine
"confusione". La stessa Abacus ci ha informato anche che Polo
ed Ulivo hanno esattamente lo stesso gradimento degli italiani e che i
loro leaders sommano insieme una percentuale di gradimento di poco
superiore al 50% degli italiani. Come si esce dal degrado della nostra
democrazia e dalla pochezza dell'attuale classe politica ? D'Alema e
Berlusconi pensano di uscirne sfrondando l'uno i cespugli e l'altro AN.
Noi liberali pensiamo che se ne esca attraverso una rinnovata
consapevolezza che, prima ancora delle strombazzate riforme, che ognuno
interpreta a modo suo e che, comunque, non si vedono, sia necessario il
recupero di una forte idealità tra gli elettori e nei partiti, della
passione per sostenere le idealità, dell'impegno disinteressato nel
dare soluzioni ai problemi: insomma, del recupero della nobiltà e
dignità della politica, al di là delle diverse idealità che in essa
si confrontano. Non se ne esce certo con il piccolo cabottaggio, con le
furbizie interessate, con 120 parlamentari che trasmigrano al gruppo
misto dai gruppi dei partiti con cui sono stati eletti e delle altre
decine che passano direttamente da un partito all'altro senza neppure
transitare in meditazione per il gruppo misto. E, prima ancora che
rampognare questi parlamentari, bisogna rampognare i partiti che li
hanno fatti eleggere e gli elettori che li hanno votati ad occhi chiusi.
Cari elettori, è proprio l'ora di aprire gli occhi !
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