solidali con Forattini e la Ricciarelli

30.12.1999 - Dopo averlo querelato – e avergli chiesto tre miliardi - per una vignetta pubblicata da "La Repubblica", D’Alema si è dichiarato disponibile a ritirare la querela e la richiesta di denaro in cambio di "una dichiarazione riparatoria" di Forattini. Forattini replica: "Non ho nulla da riparare, perché faccio satira e non informazione". Noi liberali non possiamo che essere totalmente solidali con il grande vignettista che reagisce, con grande dignità e coraggio a quello che lui con ragione ha definito "un atto intimidatorio". Un’intimidazione che proviene niente meno che dal Presidente del Consiglio in carica e che assume, per ciò stesso, valenze gravissime e preoccupanti per la libertà di opinione nel nostro Paese. Un’intimidazione che ha minacciato di estendersi alla televisione di stato, che in un primo tempo aveva annullato la trasmissione di "Porta a porta" dedicata al caso Forattini (poi trasmessa). Un’intimidazione che deve aver lasciato un segno profondo anche sul quotidiano "La Repubblica", se è vero che Forattini ha dichiarato di "essersi sentito abbandonato" dal giornale con il quale ha collaborato per oltre vent’anni. Nel giorno in cui Forattini alza la propria voce per difendere la sua e la nostra libertà, anche Katia Ricciarelli, da quattordici anni sposata con il divorziato Pippo Baudo, fa sentire la propria voce di dolore per i pregiudizi ecclesiastici che le impediscono di cantare in chiesa. Noi liberali siamo totalmente solidali anche con la Ricciarelli e non avremmo mai voluto sentire, da una donna profondamente credente e partecipe della chiesa cattolica, la frase: "Se continua così, in una chiesa non metterò più piede". Abbiamo voluto sottolineare due aspetti inquietanti di come in Italia, oggi all'inizio del nuovo millennio, quel principio di uguaglianza che la Costituzione attribuisce a tutti senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, venga continuamente ed impunemente violato. Una violazione del principio di uguaglianza che – è bene rimarcarlo – costituisce anche una violazione alla libertà dei cittadini, di quegli stessi cittadini che oggi sanno che la cosiddetta "parità scolastica" non porterà mai una Ricciarelli ad insegnare canto nelle scuole cattoliche e forse neppure un Forattini ad insegnare satira nelle scuole di Stato. Mentre sinistra di governo e opposizione cattolica si accapigliano sulla "par condicio" televisiva - ovvero sulle regole per una migliore spartizione del sistema televisivo -,  la libertà di opinione e di satira viene intimidita e umiliata sulla stampa, che, peraltro, le regole della spartizione le ha ormai assimilate da lungo tempo.