linciaggio del sindaco: tempesta in un bicchier d'acqua?

15.03.2000 - Durava da circa un mese il braccio di ferro del sindaco con le opposizioni che invocavano chiarimenti sulle vicende che in anni recenti lo avrebbero visto coinvolto professionalmente nel fallimento di alcune società, insieme all'attuale segretario provinciale di Forza Italia. Tutto era partito dalle rivelazioni alla stampa di Orio Zaffanella del movimento "Mordilavita", anche se in città si mormorava di quelle vicende fin dai giorni successivi alla designazione di Veneziani alla candidatura a sindaco. Le opposizioni si erano subito avventate sul ghiotto boccone, sollecitando a più riprese opportuni chiarimenti da parte del sindaco, non dimentiche del fatto che Veneziani aveva impostato tutta la sua campagna elettorale sulle sue qualità di manager. Il rifiuto del sindaco di fornire pubbliche spiegazioni in consiglio comunale aveva fatto salire il tono della polemica sino a rasentare il linciaggio quando si è diffusa nei giorni scorsi la notizia di avvisi di garanzia notificati a Veneziani e ad Arnoldi; notizia smentita dagli interessati e mai confermata fino ad oggi da chicchessia.
Non possiamo che salutare con soddisfazione il fatto che il sindaco Veneziani abbia voluto chiarire con i capigruppo consiliari le vicende per cui era stato attaccato e che le opposizioni si siano dichiarate soddisfatte delle spiegazioni avute. Sono troppi i problemi che Bergamo deve ancora affrontare e risolvere: il clima che si era creato poteva solo contribuire alla deriva di un'amministrazione che certamente non ha brillato nei suoi primi mesi di governo della città.
Da parte nostra, non ci siamo mai associati al clamore, nè tanto meno al linciaggio, nella convinzione che il confronto e lo scontro tra forze politiche debba essere circoscritto al solo terreno della politica. Non abbiamo mai creduto e continuiamo a non credere che quella giudiziaria sia la strada giusta per combattere gli avversari politici: una via giudiziaria che si è rivelata in moltissimi casi del tutto fallace, lasciando sul terreno uomini ingiustamente screditati e politicamente distrutti senza colpa alcuna. Dobbiamo, invece, constatare che l'incrudelimento e l'imbarbarimento dello scontro politico tra i due principali schieramenti della destra e della sinistra mira con ogni mezzo alla delegittimazione dell'avversario: tutto ciò, non solo lede il ruolo che maggioranza ed opposizioni hanno in democrazia, ma lede soprattutto i princìpi su cui una democrazia liberale si regge.
La politica faccia il suo lavoro e la magistratura faccia il proprio, fermo restando che in democrazia spetta alle forze politiche la responsabilità di non proporre candidati non affidabili, agli elettori quella di aprire gli occhi sui candidati proposti loro dalle forze politiche, alle sentenze dell'Autorità giudiziaria di comminare l'interdizione dai pubblici uffici.