bipolarismo di provincia

8.06.2000 - I fatti sono noti. In occasione delle scorse elezioni regionali, qualcuno si è chiesto come fosse possibile che a Bergamo il gran pavese della destra si arricchisse della bandierina di un partito politico del tutto sconosciuto alla vita politica della città e della provincia: il partito "Socialista-Socialdemocrazia" che fa riferimento a De Michelis e altri craxiani della prima ora. Se lo sono chiesti soprattutto i socialisti dello SDI locale che, con sezioni in tutta la provincia, centinaia di iscritti, quadri dirigenti di lungo corso e rotti ad ogni esperienza elettorale, hanno faticato non poco a raccogliere le 1700 firme autenticate necessarie a presentare la lista, mentre i socialisti craxiani che militano nella destra sono riusciti a compiere il miracolo nelle condizioni di cui si è detto. Quando poi è emerso che tra i firmatari di quella lista vi era anche il nome illustre del primo cittadino di Bergamo, notoriamente di Forza Italia, anche la procura di Bergamo ha ritenuto necessario andare a fondo della vicenda. Ora la stampa locale riporta le dichiarazioni di tale Gubinelli, promotore e candidato di quella lista, dalle quali si apprende che erano intercorsi accordi con Forza Italia perchè procurasse alla lista, non solo i certificatori delle firme ma anche 400-500 firme. Siccome il traguardo delle 1700 firme restava comunque lontano, il suddetto Gubinelli dichiara che un numero non meglio precisato di quelle firme sono state falsificate all'insaputa di chi le aveva apposte, invece, sugli stampati della lista di Forza Italia. Il tutto, ovviamente, configura reati penalmente perseguibili ma a noi qui interessa soprattutto sottolineare un malcostume politico che ha le sue radici non solo in politici locali senza scrupoli (sarà la magistratura ad accertare le responsabilità), ma soprattutto in un sistema elettorale che fa acqua da tutte le parti e che, proprio per questo, viene sostenuto, difeso e continuamente riproposto da tutte indistintamente le forze politiche che fanno parte degli schieramenti di destra e di sinistra, Lega Nord compresa. Anche chi, come AN, ha raccolto le firme per l'abolizione referendaria della quota proporzionale ci è apparso serafico in televisione ad affermare che l'abolizione della quota proporzionale era fatta per rafforzare il "bipolarismo"; chi invece si opponeva all'abolizione della quota proporzionale lo faceva, però, sempre con il fine di rafforzare il "bipolarismo". Solo noi liberali, ci siamo battuti contro il "bipolarismo" che inquina e asfissia la democrazia italiana e la normale dialettica tra forze politiche: lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo in nome di quell'etica della democrazia alla quale non rinunciamo e per la quale siamo disposti a batterci senza risparmio di energie. E le nostre ragioni sono ora avvallate da quanto viene a galla proprio a Bergamo. Per strappare qualche voto allo schieramento opposto ci si inventa dei partiti concorrenti (nel nome e nelle origini) dei propri avversari o , comunque, gli si offre in regalo un carnet di firme perchè possa presentarsi alle elezioni a confondere le idee agli elettori. Il "bipolarismo" non solo premia il ricatto sistematico delle formazioni minori sui partiti maggiori degli schieramenti, non solo incentiva il sorgere di partiti fantasma che sanno meglio mettere a frutto quei ricatti, ma oggi abbiamo anche la prova che i partiti maggiori fanno nascere partiti minori per falsare la dialettica politica e le regole della competizione elettorale. D'altra parte lo si era già visto a Bergamo nelle elezioni amministrative del 1999 quando, dalla sera alla mattina,  sono spuntati come funghi partiti dei quali nessuno prima conosceva l'esistenza e, guarda caso, tutti allineati e coperti dietro i partiti maggiori. Questa sconcezza che inquina la politica italiana e reca offesa alla democrazia liberale deve cessare al più presto !