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08.02.2000
- La
gramigna del bipolarismo ha soffocato sul nascere l'esile e asfittica
piantina di trifoglio appena germogliata nell'incolto prato del
bipolarismo italiano. I socialisti di Boselli hanno detto no ad una
aggregazione che li stava portando nella destra e hanno ribadito la loro
collocazione nello schieramento di sinistra e la volontà di continuare
a collaborare con i socialisti di Veltroni. La Malfa, appena concluso il
congresso PRI che aveva dato il via libera all'intesa del trifoglio con
socialisti e Cossiga e autorizzato trattative con Berlusconi, ha dovuto
fare marcia indietro e ha confermato "obtorto collo" che
resterà nello schieramento di sinistra. Cossiga l'ha buttata sul
ridere, ma la solitudine non fa ridere i suoi pochi accoliti. Dopo
averne viste tante simili, noi liberali abbiamo ormai dimenticato anche
questa sceneggiata tra servitori del bipolarismo. Si fa, invece, sempre
più seria la volontà dei radicali di presentare proprie liste alle
regionali e propri candidati alle presidenze delle regioni. Se questa
volontà verrà confermata nei fatti e saprà superare gli adescamenti
berlusconiani, ma soprattutto se la linea scelta dai radicali si
confermerà strategica - anche per le politiche del prossimo anno - e
non solo tattica, non v'è dubbio che potrà costituire il più
importante avvenimento politico degli ultimi anni, capace di aggregare
tutte quelle componenti liberali, laiche e riformiste che nel
bipolarismo non hanno mai creduto e che per troppo tempo sono rimaste
orfane di una rappresentanza politica nelle istituzioni italiane, con le
conseguenze che conosciamo. Se così fosse, sarebbe un incommensurabile
salto di qualità in chi, per troppo tempo, ha inclinato ad un
movimentismo alla S.Vito e all'occupazione della scena politica con un
protagonismo istrionesco. Se quel salto di qualità ci sarà, noi
liberali, più inclini alla qualità che al salto, non ci tireremo
indietro, faremo la nostra parte, daremo il nostro contributo di
idee e di passione per costruire un luogo di incontro e di confronto tra
tutte le componenti liberali, da quella liberale "tout court",
a quella libertaria e liberista, a quella del socialismo liberale.
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