i radicali si vendono a Berlusconi ?

13.02.2000 - L'8 febbraio scrivevamo che la volontà dei radicali, di presentare proprie liste alle elezioni regionali e propri candidati alla presidenza delle regioni, ci piaceva se indicatrice di una nuova strategia (valida non solo per le regionali ma anche per le politiche dell'anno prossimo) e dell'abbandono dello storico  movimentismo alla S.Vito cui ci ha abituato la dirigenza radicale. Il consenso, giunto alla decisione radicale da alcuni settori del mondo laico, liberale e social-liberale, ci ha fatto sperare che quella decisione potesse rappresentare il più importante avvenimento politico degli ultimi anni: la costruzione di un luogo di incontro e confronto tra tutte le componenti del liberalismo, la costruzione di un'alternativa all'asfissia e all'illiberalismo del sistema bipolare. Dopo soli tre giorni, invece, abbiamo appreso che la coppia Pannella-Bonino ha in corso trattative con Berlusconi per l'adesione allo schieramento Polo-Lega. Il problema è il prezzo, non politico o di programma, ma proprio di soldi: la Bonino ha dichiarato candidamente al Corriere che lei è in vendita, ma non in svendita (Berlusconi ha offerto solo 40 miliardi !).
Noi liberali, che non siamo mai stati in vendita, crediamo che la coppia Pannella-Bonino non abbia neppure il diritto di mettere in vendita il sogno di quanti, radicali e non, guardano al partito radicale come componente essenziale di un possibile schieramento autonomo di tutte le componenti disperse del liberalismo.