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29.02.2000
- Sembra
che l'accordo tra radicali e il Polo di Berlusconi e
Bossi stia saltando, più per l'opposizione dei vari
Casini, Buttiglione e Bossi, che per scelta ragionata e
convinta della coppia Pannella-Bonino. Se davvero
l'accordo è saltato, noi non possiamo che
compiacercene: è la dimostrazione che tra liberali,
radicali e libertari, e la destra italiana di
prevalente ispirazione cattolica, non è proprio
possibile alcuna alleanza. Certo, sarà ora più
difficile per i radicali convincere gli italiani della
loro "diversità", che è la diversità
liberale, rispetto a una destra conservatrice, bigotta e
tradizionalmente illiberale.
I trasformismi ed i giri di valzer del Berlusconi
pigliatutto (dai socialisti, ai liberali, ai cattolici)
non convincono più nessuno, o almeno non convincono
più chi è veramente liberale e non rinuncia a
ragionare con la propria testa, anche se bombardato
dagli spot e dai mega-meeting dei mass-media.
Finchè non ci giungerà lo "stop" definitivo
ed inequivoco di ogni trattativa tra radicali e
Berlusconi, noi riteniamo utile e giusto continuare la
nostra battaglia degli appelli ai radicali perchè non
dimentichino più per un solo istante la loro diversità
liberale e si adoperino a costruire, insieme a tutte le
componenti della diaspora liberale, quella terza forza
che sappia competere elettoralmente anche in
Italia con la destra e la sinistra senza giungere a
mischiarsi e confondersi con l'una e con l'altra, così
come del resto fanno i liberali inglesi con quel sistema
maggioritario secco che resta ai primi posti nel
programma radicale. Un liberalismo, quello inglese, che
raccoglie il 20% dei voti, più di quanti ne raccolgano
i DS in Italia e non molto lontano da quanti ne
raccoglie Forza Italia.
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