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12.07.2000
- Non ci si è certo annoiati in questo primo scorcio di luglio. Dopo la
vittoria al Senato sulla procreazione assistita, impacchettata e
archiviata per non diventare legge chissà per quanto tempo ancora, il
fondamentalismo cattolico di destra e di sinistra ha perso, invece, la sua
battaglia contro il World Gay Pride: la manifestazione si è tenuta
regolarmente - e con grande successo - tra il dispiacere del Papa e ottuse
contro-manifestazioni delle solite organizzazioni della destra e del
clericalismo più becero. Abbiamo visto un patetico Baget Bozzo
rivendicare con forza in televisione la trasversalità dei problemi degli
omosessuali rispetto ad ogni schieramento politico: parlava con gli occhi
chiusi per non essere abbagliato dai fuochi d'artificio che proprio in
quelle ore la destra esplodeva contro la manifestazione; e le orecchie
abbassate, per non ascoltare chi aveva organizzato la manifestazione
mentre comunicava di avervi invitato tutte le forze politiche, comprese
quelle cattoliche di Forza Italia e di AN, proprio per evitare ogni
strumentalizzazione politica e di parte. Quasi in contemporanea e dopo
quella degli agenti di custodia, è scoppiata la rivolta dei carcerati di
tutta Italia per le condizioni di vita disumane cui li costringe un
sistema carcerario che fa acqua da ogni parte: così, mentre da una parte
invocava l'ostracismo degli omosessuali nell'anno del giubileo, dall'altra
il Papa invocava clemenza per chi si è macchiato di crimini e, per dare
più forza alla sua richiesta, si recava a dir messa a Regina Coeli. Non
vogliamo qui cercare di capire dove passi il confine tra ciò che è
opportuno e ciò che non lo è, per la Chiesa, per la destra, per la
sinistra. Vogliamo solo cercare di capire dove costoro pongono il confine
tra ciò che appartiene alla sfera del diritti umani e civili - di
carcerati od omosessuali, non fa differenza - e ciò che, invece,
appartiene alle graziose concessioni del principe in occasioni di
particolari ricorrenze, oppure alla mera opportunità contingente (di
rapporti tra stati sovrani, di concessioni a questa o quella concezione
etica dominante, di svuotamento di carceri sovraffollate, di fuga dalle
responsabilità politiche per l'impotenza a risolvere problemi ormai
incancreniti, eccetera). La nostra convinzione è che, in un periodo
storico in cui si stanno drammatizzando i conflitti tra concezioni
etico-religiose e i diritti individuali che queste tendono a conculcare,
si sia persa la bussola del laicismo liberale e ci si affidi agli astri e
alla relativa oroscopia per trarre lumi su ciò che va fatto e ciò che,
invece, non è opportuno fare. Ed è certo che i segni zodiacali del
ministro Turco e della sua collega di partito Anna Finocchiaro siano in
opposizione tra loro se la prima propone di riaprire le "case
chiuse" per la "opportunità" di combattere la piaga dello
sfruttamento della prostituzione e della tratta delle donne-schiave,
mentre la seconda non ritiene opportuno modificare la legge Merlin. Per
quanto concerne Rosa Russo Jervolino, Silvia Costa e Irene Pivetti non è
un problema di astrologia, bensì di astronomia: loro non sanno - e
neppure noi sappiamo - su quale astro o galassia vivano. |