Schieramenti e partiti

12.10.2000 - Comincia a delinearsi la griglia di partenza della competizione elettorale per le politiche della prossima primavera. Il possibile ritorno ad un sistema elettorale parzialmente proporzionale ha indotto Di Pietro e D’Antoni ad annunciare la costituzione di un terzo Polo, che però a questo punto saranno quattro e non tre. Forse cinque se anche i radicali non abbandoneranno la posizione autonoma delle scorse regionali. L’Ulivo cerca di farsi in due: da una parte la sinistra tradizionale (DS, PdCI, SDI, Verdi) e dall’altra la cd. Margherita (Democratici, Ppi, Udeur e Ri che hanno raggiunto un accordo su un documento politico programmatico comune): a facilitare la semplificazione ci sono il PRI che fugge verso lo schieramento di destra e l’ala craxiana dello SDI che ritorna nel PSI filoberlusconiano. La destra va per la strada opposta e si fa in cinque: a Forza Italia, Lega, A.N., CCD/CDU, dovrebbe aggiungersi il cd. Polo Laico (PSI, ex liberali di destra, Sgarbi). Davvero un gran casino ! Se da un lato destra e sinistra continuano ad aggregarsi secondo logiche che nulla hanno a che fare con l’identità storica e culturale delle singole aggregazioni, dall’altro lato non sembra che nè D’Antoni né Di Pietro siano in grado di portare chiarezza. Di Pietro non si sa dove sia collocato politicamente e i corteggiamenti di Rauti (oltre che di parte di A.N.) non lasciano aperte molte speranze. D’Antoni dice chiaramente di essere ancorato alle tradizioni del cattolicesimo politico italiano, ovvero alla ex Democrazia Cristiana: ma sono le stesse radici di metà dello schieramento di sinistra e di almeno 2/3 dello schieramento di destra. Non sembra davvero che D'Antoni possa riuscire a riaggregare tutti gli ex democristiani. E forse è anche un bene, se i democristiani sono quelli che conosciamo.
L’anomalia italiana continua a non avere fine, anzi sembra incancrenirsi sempre di più. E l’Italia si allontana sempre più da un’Europa in cui le famiglie politiche sono sostanzialmente tre: socialisti, democristiani/conservatori, liberali. Quel che fanno socialisti e democristiani ci interessa assai poco. Molto più ci interessa quel che fanno i liberali: è mai possibile che debbano mettersi sotto padrone e non abbiano quel minimo di dignità e di orgoglio per dare vita ad una forza politica autonoma dalla sinistra e dalla destra ?