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24.11.2000
- Il federalismo degli Stati Uniti d'America si sta imponendo
all'attenzione del mondo per la commedia elettorale che tiene le scene
della Florida da quasi tre settimane. Il federalismo nostrano non attira
certo l'attenzione del mondo, ma è indubbio che ciò che va in scena in
Italia assomiglia più ad una tragedia che ad una commedia. Mentre il
Parlamento esegue il proprio compitino di riscrittura in senso federale
della Carta Costituzionale, la Corte che della Costituzione è la
guardiana boccia senza appello l'iniziativa referendaria della Regione
Veneto e, tra non molto, sarà chiamata dal governo della Repubblica a
decidere sull'iniziativa legislativa delle Regione Lombardia con la quale
è stato istituito il cosiddetto "buono scuola". Sembra che le
divisioni corazzate di Berlusconi e la fanteria leggera di Bossi stiano
muovendo su Roma per abbatterne, con tutta la loro potenza di fuoco, le
istituzioni dello Stato unitario. Con tutti i problemi che abbiamo in
Italia ora ci tocca assistere anche a questa guerra da operetta tra
regioni, che si tirano fuori dal nostro ordinamento
giuridico-costituzionale in nome della santa alleanza tra la destra di
Berlusconi e quella di Bossi, e uno Stato che cerca di difendere le
proprie prerogative istituzionali, ora con la carota della riforma
federalistica della carta costituzionale, ora con il bastone dei ricorsi
alla Corte costituzionale contro i provvedimenti delle regioni. Gli
italiani sono avvisati: mai campagna elettorale sarà tanto lunga ed
infuocata come quella che è già iniziata oltre sei mesi prima che si
aprano i comizi elettorali; una campagna elettorale dalla quale il
vincitore - sia esso la destra o sia esso la sinistra - non alzerà la
bandiera della vittoria sulle truppe sconfitte del nemico, bensì
l'alzerà sulle macerie delle nostre istituzioni. Ma ne vale davvero la
pena ? Ed è questo che vogliono gli italiani ? |