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Sarà
che in Italia, negli ultimi sette anni, sono stati indetti ben quattro
referendum elettorali, sarà che la riforma in senso maggioritario misto
per l'elezione della Camera dei deputati si è dimostrata del tutto
incapace di assicurare la stabilità dei governi e la loro corrispondenza
con la volontà espressa dagli elettori, mentre ha moltiplicato per
quattro il numero dei partiti: è certo, comunque, che il dibattito sulla
legge elettorale non è mai cessato in questi anni e si è acceso ancor
più con l'indizione del referendum elettorale del 21 maggio 2000. Da una
parte i promotori del referendum per l'abolizione della quota
proporzionale dichiarano che il referendum ha lo scopo di promuovere
l'introduzione del sistema maggioritario puro sul modello del sistema
britannico. Dall'altro, il fronte dei proporzionalisti si oppone
all'abolizione della quota proporzionale e mira a reintrodurre il sistema
proporzionale. Il fronte degli uni e degli altri spacca trasversalmente i
due schieramenti di destra e di sinistra. Peraltro, il dibattito sul
sistema elettorale non può e non deve ridursi ad una semplice opzione tra
il modello maggioritario e quello proporzionale.
L'uno o
l'altro modello non è buono o cattivo in se stesso, dovendosi invece
adattare alle condizioni storiche e politiche del paese in cui viene
adottato. In una democrazia liberale, il sistema elettorale deve
soddisfare due principali esigenze: da un lato, garantire una adeguata
rappresentanza alle diverse formazioni politiche esistenti e alle diverse
istanze territoriali; dall'altro, assicurare la governabilità del paese e
la stabilità dei governi nello spazio temporale compreso tra una
votazione e l'altra. In linea di massima, il sistema proporzionale
assicura meglio la prima esigenza; quello maggioritario la seconda.
L'ingegneria elettorale ha messo a punto un'infinità di correttivi a un
sistema e all'altro, per evitare un eccessivo sacrificio di una delle due
esigenze di cui si è detto. Così, anche nei sistemi proporzionali puri
la ripartizione dei seggi è sempre accompagnata da metodi (Hagenbach-Bischoff,
Hondt, St. Laguë, etcc..) che assicurano comunque un vantaggio alle formazioni
maggiori; nei sistemi maggioritari, si tende ad introdurre un doppio turno
o una quota di seggi eletti con il sistema proporzionale.
I 15
paesi dell'Unione Europea offrono un'idea chiara della varietà dei
sistemi elettorali in quasi tutte le loro forme: non esistono due paesi
con un sistema elettorale identico.
I
PAESI CON SISTEMA PROPORZIONALE
La sola Irlanda, pur adottando il sistema proporzionale, si distingue per
il fatto che il voto non viene dato alle liste, ma ai singoli candidati:
in numero e secondo l'ordine di preferenza scelto dall'elettore. E'
il meccanismo della trasferibilità progressiva dei voti dei candidati con
il peggior risultato nella "prima preferenza" a quelli meglio
piazzati, fino al raggiungimento del "quorum" richiesto. Il
sistema, benchè alquanto macchinoso (è molto più adatto al sistema
maggioritario) garantisce all'elettore la libertà di esprimere il proprio
voto senza essere condizionato dalle chances di riuscita del candidato e
senza che il suo voto vada disperso.
La Germania, il cui sistema elettorale è visto con favore da alcune forze
politiche italiane, è erroneamente classificato come sistema
proporzionale con sbarramento: in realtà esso è un sistema misto di
proporzionale e maggioritario. Infatti, metà dei deputati viene eletta a
livello circoscrizionale tra quelli più votati individualmente, mentre
l'altra metà viene attribuita in proporzione ai voti di lista,
purchè il partito abbia conseguito il 5% su tutto il territorio
nazionale. Non è necessario raggiungere tale percentuale quando un
partito abbia avuto almeno tre deputati eletti individualmente.
Nei quattro
paesi con sistema proporzionale puro, tre adottano il metodo di Hondt (Belgio,
Finlandia, Portogallo), mentre uno quello di Hagenbach-Bischoff
(Lussemburgo); tre prevedono il voto di preferenza (Belgio,
Finlandia e Lussemburgo), uno non lo prevede (Portogallo); tutti
e quattro, invece, prevedono la ripartizione dei seggi solo in sede
circoscrizionale senza recupero dei resti in sede nazionale.
Anche nei sei paesi con sistema elettorale proporzionale con sbarramento
le cose non sono molto diverse sia per quanto concerne il metodo di
ripartizione, sia per quanto concerne la soglia di sbarramento. Lo
sbarramento opera solo a livello circoscrizionale in Grecia(2%), Olanda
(0,67), Spagna (3%); opera a livello nazionale in Austria (4%) e Danimarca
(2%); in Svezia opera sia a livello circoscrizionale (4%), sia a livello
nazionale (12%) per la quota di seggi della circoscrizione unica
nazionale. In genere, lo sbarramento che opera al solo livello
circoscrizionale garantisce meglio le rappresentanze locali e le minoranze
ben radicate solo in alcune parti del territorio nazionale, come in Spagna
i partiti regionalisti Baschi e Catalani (in Italia potrebbero
avvantaggiarsene, oltre ai partiti autonomisti di Valle d'Aosta,
Alto-Adige, Friuli, Sardegna, anche la Lega Nord).
I
PAESI CON SISTEMA MAGGIORITARIO
Tre soli
paesi dell'Unione Europea adottano un sistema maggioritario ed esso è
diverso per ciascuno dei tre.
In Gran Bretagna vige un sistema maggioritario puro a turno unico. Vi sono
659 piccoli collegi elettorali e in ciascuno viene eletto un solo
deputato: quello che prende un voto in più degli altri candidati. Si sa
che in Gran Bretagna, come in generale nei paesi anglosassoni, la
tradizione culturale vede tre sole grandi famiglie politiche: la
socialista, la conservatrice, la liberale. Nel '900 il partito laburista e
quello conservatore si sono alternati al governo come forze di
maggioranza, ma il partito liberale è sempre stato rappresentato in
Parlamento, sia pure con un numero di seggi (oggi sono 47) sproporzionato
rispetto alla percentuale dei voti ottenuti (circa il 20% alle ultime
elezioni). Oggi si discute se il numero limitato dei partiti rappresentati
in parlamento sia attribuibile alla sola tradizione politica o se, invece,
il sistema elettorale abbia impedito il frazionamento e favorito il
mantenimento delle sole tre grandi famiglie politiche del continente
europeo.
In Francia vige il maggioritario a doppio turno: tutte le forze politiche
possono presentarsi al primo turno: il loro candidato viene eletto al
primo turno se consegue la maggioranza assoluta dei voti; diversamente si
fa luogo al ballottaggio tra i candidati che hanno superato la soglia del
12,5% dei voti (possono essere anche più di due); se un solo candidato
supera la soglia, accede al ballottaggio il secondo candidato meglio
piazzato. Il sistema favorisce gli accordi tra forze politiche in vista
del ballottaggio: i partiti possono indurre propri candidati a non
partecipare al ballottaggio per favorire i candidati di altri partiti con
i quali sono stati presi analoghi accordi in vista di una maggioranza
pluripartitica in parlamento. Il sistema attribuisce, dunque, ai partiti
un forte potere di non tener conto della volontà degli elettori.
Non è un caso che anche in Italia il sistema elettorale francese sia
stato sostenuto in passato da Forza Italia (ora proporzionalista) e oggi
dai DS. E' il sistema che meglio garantisce le forze politiche maggiori e
più penalizza quelle minori. Benchè l'Italia abbia adottato il sistema
elettorale maggioritario misto (con una quota di eletti con il sistema
proporzionale) il sistema maggioritario è stato interpretato in senso
"bipolare", ovvero in senso contrastante con tutti i sistemi
maggioritari, in cui ciascun partito si presenta da solo con il proprio
candidato, il proprio programma ed il proprio simbolo. E' proprio
l'interpretazione "bipolare" del sistema maggioritario che ne ha
decretato il fallimento: proliferazione di partiti (spesso inesistenti
come organizzazione e come consenso elettorale) il cui anche modestissimo
valore aggiunto per la coalizione consente un forte potere di ricatto sui
partiti maggiori, con conseguente "variabilità" delle
maggioranze parlamentari a seguito del passaggio dei partitini o di
singoli deputati da uno schieramento all'altro. L'interpretazione
"bipolare" del sistema maggioritario viola, inoltre, il più
elementare principio di etica della democrazia: quello per cui agli
elettori deve essere concessa la possibilità di esercitare una opzione di
voto su offerte di partiti uomini e programmi facilmente
distinguibili ed omogenei. Una coalizione che veda insieme comunisti e
anticomunisti, cattolici e laici, non può che ingenerare confusione,
frustrazione e disaffezione negli elettori; lo stesso dicasi per una
coalizione che vorrebbe unire in sè il moderatismo del cattolicesimo
liberale con l'oltranzismo della destra conservatrice, il radicalismo di
movimenti indipendentisti o secessionisti con l'unitarismo nazionale della
destra.
Anche dopo l'esito del referendum del 21 maggio, un dibattito serio e
proficuo sulla riforma elettorale in Italia non può prescindere
dall'abbandono del "bipolarismo" e dall'assunzione di
responsabilità dei partiti nel camminare con le proprie gambe. Ciò
indipendentemente dalla scelta di un sistema maggioritario o di una delle
tante versioni del sistema proporzionale.
TABELLA
DEI SISTEMI ELETTORALI PER PAESE
Sistema
proporzionale:
SISTEMA
MAGGIORITARIO:
Proporzionale
puro
BELGIO
Camera
dei rappresentanti: 150 membri vengono eletti con il sistema
proporzionale in 20 circoscrizioni provinciali. I seggi spettanti a
ciascuna circoscrizione vengono ripartiti proporzionalmente tra le liste
di candidati con il metodo di Hondt, con recupero dei resti in sede
circoscrizionale.
Camera Federale:
i 40 membri elettivi vengono eletti con sistema proporzionale e con il
metodo di Hondt in tre circoscrizioni regionali suddivise in due collegi
elettorali, uno di lingua vallone e uno di lingua fiamminga. 21 membri
sono designati dai consigli municipali, tra i loro membri, nel rispetto
dei risultati relativi ai membri elettivi. 10 membri sono cooptati in base
alla loro nazionalità, vallone o fiamminga.
FINLANDIA
Parlamento:
199 dei 200 membri sono eletti in 14 circoscrizioni elettorali provinciali
con il sistema proporzionale. L’attribuzione dei seggi è affettuata con
il metodo di Hondt alle singole liste di partito o gruppi di partiti
alleati. Un seggio è riservato alle isole Aland e viene di fatto
attribuito al partito che ha ottenuto il maggior numero di voti.
LUSSEMBURGO
Camera
dei deputati: i 60
membri vengono eletti in 4 circoscrizioni elettorali con sistema
proporzionale su liste di partito contenenti un numero di candidati non
superiore agli eligendi della circoscrizione. La ripartizione dei seggi
tra le liste viene effettuata con il metodo Hagenbach-Bischoff. Gli
elettori possono esprimere la preferenza anche per candidati di liste
diverse da quella votata.
PORTOGALLO
Assemblea
della repubblica: i
230 membri vengono eletti in 22 circoscrizioni elettorali su liste chiuse
di partito. La ripartizione dei seggi viene effettuata a livello
circoscrizionale in proporzione ai voti ricevuti e con il metodo di Hondt.
Gli elettori non possono esprimere preferenze.
Proporzionale
puro con voto trasferibile
IRLANDA
Camera dei
rappresentanti: i 166 membri
vengono eletti direttamente in circoscrizioni cui spettano più seggi. Ad
ogni elettore viene consegnata una scheda con l’elenco nominativo dei
candidati e l’indicazione del partito (possono partecipare candidati non
rappresentanti di partito). L’elettore scrive a fianco dei candidati un
numero progressivo secondo la propria preferenza. In sede di scrutinio
tutte le schede vengono raggruppate e ordinate in base al "primo
voto" di preferenza espresso per i candidati. Viene quindi stabilito
il quoziente elettorale, dividendo il numero delle schede valide per i
seggi da assegnare più uno. Vengono dichiarati eletti per primi i
candidati che hanno conseguito o superato detto quoziente; poi si procede
progressivamente all’eliminazione dei candidati con il minor numero di
"prime preferenze" e le seconde preferenze espresse sulle loro
schede vengono attribuite ai rispettivi candidati non eliminati, fino al
raggiungimento del quoziente necessario. I voti eccedenti il quoziente
vengono attribuiti agli altri candidati in ordine di preferenza espressa
sulla stessa scheda: così di seguito finchè, con il raggiungimento del
quoziente, non vengono coperti tutti i seggi.
Senato:
dei 60 membri, 11 sono designati dal primo ministro, mentre gli altri 49
vengono eletti con il metodo della Camera dalle Università e da altre
istituzioni culturali o dai consigli di contea.
Proporzionale
con sbarramento
AUSTRIA
Consiglio
Nazionale: i 183
membri vengono eletti con il sistema proporzionale in 43 circoscrizioni
elettorali di 9 collegi regionali (Länder). I seggi spettanti a ciascuna
circoscrizione vengono ripartiti proporzionalmente tra le liste di
candidati con il metodo Hagenbach-Bischoff, con recupero dei resti in sede
regionale. I partiti che non raggiungono la soglia del 4% su base
nazionale non partecipano alla ripartizione dei seggi.
Consiglio Federale:
i 64 membri vengono eletti dalle Diete regionali.
DANIMARCA
Camera
del popolo: i 175
membri vengono eletti in 103 distretti di 17 circoscrizioni elettorali
corrispondenti alle contee. 135 membri vengono eletti col sistema
proporzionale su liste circoscrizionali secondo una versione modificata
del metodo di St. Laguë, che assicura la rappresentanza ai partiti
minori. 40 membri vengono, invece, eletti tra le liste che abbiano avuto
almeno un seggio circoscrizionale, abbiano avuto la percentuale di voti
più alta in due circoscrizioni elettorali ed abbiano avuto almeno il 2%
su base nazionale. Una volta stabilito quali partiti abbiano titolo a
concorrere ai 40 seggi (detti "di compensazione") essi vengono
attribuiti loro in proporzione dei voti ottenuti su tutto il territorio
nazionale. Il sistema di ripartizione dei 40 membri così eletti assicura
un vantaggio ai partiti maggiori.
GRECIA
Parlamento:
dei 288 membri, dodici vengono eletti in un collegio unico nazionale; gli
altri 276 in 56 collegi circoscrizionali cui vengono attribuiti uno o più
seggi. La votazione è unica con sistema proporzionale e per liste di
partito con voto di preferenza per i candidati. La ripartizione viene
effettuata con il metodo Hagenbach-Bischoff. Nei collegi cui spetta un
solo deputato, questi viene eletto con la maggioranza semplice dei voti. I
partiti che hanno presentato candidati in almeno ¾ delle circoscrizioni
elettorali ed hanno conseguito almeno il 3% dei voti hanno assicurati da
uno a tre seggi. I 12 membri del collegio unico nazionale vengono
designati dai partiti più votati, che hanno presentato liste in tutte le
circoscrizioni elettorali (considerate come un'unica circoscrizione
nazionale), e ripartiti secondo la proporzione dei voti riportati dalle
loro liste.
OLANDA
Camera:
i 150 membri sono eletti con il metodo proporzionale in 18 circoscrizioni
elettorali. I seggi vengono ripartiti in proporzione dei voti ricevuti
dalle liste che hanno conseguito almeno lo 0,67% dei voti ed i candidati
eletti in ragione del quorum ottenuto dividendo il numero complessivo dei
voti validi per 150, quanti sono i deputati da eleggere.
Senato:
i 75 senatori sono eletti indirettamente dai 12 consigli provinciali su
liste di partiti e con sistema proporzionale.
SPAGNA
Congresso:
i 350 membri vengono eletti in 52 circoscrizioni elettorali corrispondenti
alle province. Ciascuna provincia ha un numero fisso di seggi pari a 2,
tranne alcune minori che ne hanno solo uno; gli altri seggi sono
attribuiti in ragione della popolazione. I seggi vengono attribuiti a
livello provinciale proporzionalmente ai voti conseguiti da liste bloccate
di candidati (senza voto di preferenza), con il metodo di Hondt e a
condizione che la lista abbia conseguito almeno il 3% nella circoscrizione
provinciale. Nelle circoscrizioni, cui è attribuito un solo seggio,
questo viene assegnato alla lista che ha riportato il maggior numero di
voti.
Senato:
208 dei 252 senatori vengono eletti in 52 circoscrizioni provinciali su
liste di candidati di numero pari agli eligendi; vengono eletti tutti i
candidati della lista che ha riportato la maggioranza dei voti. 51
senatori vengono eletti indirettamente dai consigli delle province
autonome.
SVEZIA
Camera:
dei 349 membri, 310 vengono eletti in 29 circoscrizioni elettorali su
liste bloccate con sistema proporzionale e con il metodo di St-Laguë.
Partecipano alla ripartizione dei seggi i partiti che hanno raggiunto il
12% dei voti nella circoscrizione o il 4% su tutto il territorio
nazionale. Alla ripartizione dei 39 seggi della circoscrizione nazionale
partecipano le liste che abbiano riportato almeno il 12% dei voti a
livello nazionale. Pur essendo un sistema a liste bloccate, gli elettori
possono esprimere una preferenza per un candidato della lista: se il
candidato ottiene almeno l’8% delle preferenze della lista
circoscrizionale, ha diritto ad essere eletto scavalcando gli altri
candidati della lista che abbiano riportato meno preferenze.
Proporzionale
misto
GERMANIA
Camera:
i 328 membri vengono eletti in 16 circoscrizioni elettorali regionali (Länder)
con un sistema misto di maggioranza semplice e di rappresentanza
proporzionale. Ogni elettore può esprimere due voti: il "primo
voto" per un singolo candidato della circoscrizione elettorale; il
"secondo voto" per una delle liste di partito presentate nella
circoscrizione elettorale regionale. Metà dei deputati attribuiti alla
circoscrizione regionale vengono eletti tra i candidati più votati
individualmente; l’altra metà viene eletta in proporzione ai voti
riportati dalle liste di partito e tra i candidati delle stesse che hanno
riportato il maggior numero di preferenze personali con il "primo
voto". I seggi vengono attribuiti alle singole liste
proporzionalmente secondo il metodo Hare/Niemeyer e tenendo conto dei
seggi già conquistati dai singoli candidati con il "primo
voto". Le liste di partito non partecipano alla ripartizione dei
seggi se non superano il 5% su tutto il territorio nazionale, salvo che
non abbiano avuto eletti tre candidati con il "primo voto".
Senato:
I 69 membri sono designati dai singoli parlamenti regionali
Maggioritario
puro a turno unico
GRAN BRETAGNA
Camera
dei Comuni: i 659 membri vengono eletti in altrettanti collegi
elettorali. Nei singoli collegi viene eletto il candidato che ha
avuto il maggior numero dei voti.
Maggioritario
a doppio turno
FRANCIA
Assemblea
nazionale: i 577 membri sono eletti in altrettante
circoscrizioni territoriali. Al primo turno viene eletto il
candidato che ha riportato la maggioranza assoluta dei voti a
condizione che i voti validi rappresentino almeno un quarto degli
elettori iscritti nella circoscrizione elettorale. Al secondo
turno partecipano i candidati che hanno ottenuto un numero di voti
validi pari o superiore al 12,5% dei voti validi della
circoscrizione. Se un solo candidato ha raggiunto il quorum per
accedere al secondo turno, al ballottaggio accede il secondo più
votato, anche se non ha superato il 12,5% dei voti. Per vincere al
ballottaggio è sufficiente la maggioranza semplice dei voti.
Senato:
i 108 membri sono designati, con elezione indiretta, dai
rappresentanti eletti nei consigli dipartimentali. Se i
senatori
da eleggere sono 4 o meno di 4, vengono designati con sistema
maggioritario a doppia votazione; se sono più di 4 vengono
designati con sistema proporzionale secondo la maggior percentuale
di voti ottenuti.
Maggioritario
misto
ITALIA
Camera
dei deputati:
dei 630 membri, 475 vengono eletti con il sistema maggioritario in
altrettanti collegi elettorali uninominali. Gli altri 155 sono
eletti con il sistema proporzionale da liste di partiti presentate
in circoscrizioni regionali; le liste che superano lo sbarramento
del 4% a livello nazionale si vedono assegnate i seggi secondo una
graduatoria che rispetta il risultato conseguito nelle singole
circoscrizioni regionali. Se le liste circoscrizionali hanno avuto
candidati eletti nei collegi uninominali della circoscrizione, i
loro voti vengono ridotti del numero dei voti conseguiti dal
candidato "primo dei non eletti" nel collegio
uninominale dell’eletto e comunque in misura non inferiore al
25% dei voti validi espressi nel collegio uninominale: questo
meccanismo di scorporo ha lo scopo di garantire la rappresentanza
dei partiti minori.
Senato:
i 315 membri elettivi vengono eletti in venti circoscrizioni
elettorali regionali, suddivise in 232 collegi uninominali. Nei
singoli collegi uninominali vengono eletti i candidati che hanno
riportato il maggior numero di voti. Gli altri 83 seggi,
distribuiti tra le singole circoscrizioni regionali, vengono
coperti da candidati non risultati eletti nei collegi uninominali:
la loro elezione viene determinata con il metodo di Hondt in
proporzione dei voti ottenuti nella circoscrizione regionale da
tutti i candidati appartenenti al medesimo partito, dopo aver
detratto i voti conseguiti dai candidati eletti nei collegi
uninominali. |