LA PRESENTAZIONE DI
COPERTINA
Sir
Isaiah Berlin è uno dei maggiori rappresentati della grande tradizione
del liberalismo europeo, sopravvissuta a una lunga stagione di guerre e
tirannie, di rivoluzioni e controrivoluzioni. Tradizione, oggi più viva
che mai, in un mondo in cui si fa di giorno in giorno più intenso il
dibattito internazionale sul riconoscimento e la protezione dei diritti
dell'uomo, principalmente delle libertà fondamentali contro ogni forma
di oppressione ideologica e politica.
Il
liberalismo di Berlin è più che una dottrina un modo di pensare e un
atteggiamento di vita: un'interpretazione dell'uomo e della storia che,
affidandosi al senso comune e agli insegnamenti dell'esperienza contro
razionalisti e irrazionalisti, pone in primo piano il rispetto
dell'individuo contro la tentazione ricorrente di farne la particella di
un tutto che lo trascende e trascendendolo pretenderebbe di sublimarlo;
difende il principio della responsabilità individuale contro il
determinismo storico che lo disconosce o lo fraintende, anche se di
fatto non può ignorarlo; pregia la varietà e non l'uniformità,
l'antagonismo e non l'armonia; sostiene il pluralismo dei punti di vista
contro ogni forma di monismo, sia quello metodologico per cui non vi
sarebbe alcuna differenza fra le scienze naturali e la storia, e la
storia, come le scienze naturali, sarebbe indifferente ai valori (ma di
fatto no è mai tale), sia quello teleologico per cui vi sono leggi
universali della storia e il corso storico ha quindi un fine
prestabilito e necessario, sia quello etico, che esalta un valore a
scapito di tutti gli altri.
Proclama
la supremazia della libertà come valore, nei due sensi, della libertà
negativa, che alla domanda "chi è il padrone ?" risponde che
dovrei essere io, per quanto è possibile, il padrone di me stesso. Ma
il riconoscimento del valore della libertà non deve escludere altri
valori, quali la sicurezza, la giustizia, la felicità, l'ordine, che
soddisfano in varia guisa profonde aspirazioni dell'uomo. Né deve
creare l'illusione della sua eterna durata: le civiltà antiche non
l'hanno riconosciuta; nulla ci assicura che la riconoscano i nostri
nipoti. Ma resta pur sempre vero che "rendersi conto della
validità relativa delle proprie convinzioni, eppure difenderle senza
indietreggiare, è ciò che distingue un uomo civile da un
barbaro".
Norberto
Bobbio
INDICE
Introduzione
Le idee politiche del ventesimo secolo
L'inevitabilità storica
Due concetti di libertà
John Stuart Mill e gli scopi dell'esistenza
Appendice
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