Isaiah Berlin
QUATTRO SAGGI SULLA LIBERTA'

(Ed. Feltrinelli – Milano 1989 – pagg.278 - £.40.000)


LA PRESENTAZIONE DI COPERTINA

Sir Isaiah Berlin è uno dei maggiori rappresentati della grande tradizione del liberalismo europeo, sopravvissuta a una lunga stagione di guerre e tirannie, di rivoluzioni e controrivoluzioni. Tradizione, oggi più viva che mai, in un mondo in cui si fa di giorno in giorno più intenso il dibattito internazionale sul riconoscimento e la protezione dei diritti dell'uomo, principalmente delle libertà fondamentali contro ogni forma di oppressione ideologica e politica.

Il liberalismo di Berlin è più che una dottrina un modo di pensare e un atteggiamento di vita: un'interpretazione dell'uomo e della storia che, affidandosi al senso comune e agli insegnamenti dell'esperienza contro razionalisti e irrazionalisti, pone in primo piano il rispetto dell'individuo contro la tentazione ricorrente di farne la particella di un tutto che lo trascende e trascendendolo pretenderebbe di sublimarlo; difende il principio della responsabilità individuale contro il determinismo storico che lo disconosce o lo fraintende, anche se di fatto non può ignorarlo; pregia la varietà e non l'uniformità, l'antagonismo e non l'armonia; sostiene il pluralismo dei punti di vista contro ogni forma di monismo, sia quello metodologico per cui non vi sarebbe alcuna differenza fra le scienze naturali e la storia, e la storia, come le scienze naturali, sarebbe indifferente ai valori (ma di fatto no è mai tale), sia quello teleologico per cui vi sono leggi universali della storia e il corso storico ha quindi un fine prestabilito e necessario, sia quello etico, che esalta un valore a scapito di tutti gli altri.

Proclama la supremazia della libertà come valore, nei due sensi, della libertà negativa, che alla domanda "chi è il padrone ?" risponde che dovrei essere io, per quanto è possibile, il padrone di me stesso. Ma il riconoscimento del valore della libertà non deve escludere altri valori, quali la sicurezza, la giustizia, la felicità, l'ordine, che soddisfano in varia guisa profonde aspirazioni dell'uomo. Né deve creare l'illusione della sua eterna durata: le civiltà antiche non l'hanno riconosciuta; nulla ci assicura che la riconoscano i nostri nipoti. Ma resta pur sempre vero che "rendersi conto della validità relativa delle proprie convinzioni, eppure difenderle senza indietreggiare, è ciò che distingue un uomo civile da un barbaro".

Norberto Bobbio

INDICE

Introduzione
Le idee politiche del ventesimo secolo
L'inevitabilità storica
Due concetti di libertà
John Stuart Mill e gli scopi dell'esistenza
Appendice