DAL RISVOLTO DI COPERTINA
Il
Settecento, epoca dei Lumi, fu attraversato da alcune vene oscure che,
osservate a distanza, si sarebbero rivelate essenziali. Una di queste
corrisponde alla figura di Johann Georg Hamann, il "mago del
Nord", come egli stesso ebbe a definirsi e come poi lo chiamarono i
contemporanei. Scrittore aspro, corrusco, visionario, spesso enigmatico,
Hamann racchiudeva in sé, come in uno stato di altra compressione e
densità, molti degli elementi che dilagarono nel secolo successivo,
dallo spirito romantico alla mistica della natura all'interpretazione
esoterica della scrittura. Soprattutto, c'era in lui una profonda,
fisiologica ripulsa verso i Lumi e le loro facili promesse.
Una
fisionomia, si direbbe, del tutto opposta a quella di Isaiah Berlin, il
grande teorico del pluralismo liberale. Ma una delle qualità eminenti
di Berlin sta nella sua capacità di empatia con i propri opposti, nella
sua vorace curiosità per ciò che gli è alieno e di cui riesce
comunque a cogliere le ragioni con un'acutezza e una prontezza che
cercheremmo invano fra gli apologeti. Così Hamann diventa in questo
libro l'occasione per ricostruire il campo magnetico dell'epoca moderna
attraverso l'indagine, biografica e analitica, su una delle sue figure
al tempo stesso meno note e più peculiari, come anche attraverso le
reazioni che essa suscitò in scrittori quali Kant e Goethe, Herder e
Friedrich Schlegel, Jean Paul e Jacobi.
INDICE
Prefazione
del Curatore
Prefazione
dell'Autore
IL MAGO
DEL NORD
- Introduzione
- La vita
- Il nucleo centrale
- L'illuminismo
- La conoscenza
- Il linguaggio
- Il genio creativo
- La politica
- Conclusione
Appendice
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