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PREFAZIONE di Luigi Einaudi
Il presente volume fu dettato
nell'anno 1944 quando l'Autore dimorava in Svizzera ed è il risultato
dell'insegnamento da lui tenuto in quel paese.
La prima parte, di introduzione
generale sul mercato economico, fu scritta per invito del Comitato italiano
di cultura sociale allo scopo di fornire una traccia o testo, che servisse
di norma agli incaricati di impartire le lezioni d5 speciali corsi di educazione
civica i quali furono tenuti nei duecento campi nei quali erano albergati circa
ventimila italiani rifugiati nell'ospitale Svizzera fra il settembre e il
novembre 1943 allo scopo di sottrarsi al servizio dell'invasore. Altri rifugiati
contribuirono con sommari intitolati Fede nell'avvenire, Sommario di
un cinquantennio, Il cittadino e lo stato, La nazione nel mondo,
L'economia regolata; toccò all'autore di compilare il capitolo su Il
mercato ed i prezzi che qui si ristampa a guisa di introduzione.
La parte seconda è il rendiconto
stenografico delle lezioni dettate dall'autore nel semestre di primavera del
1944 nei due campi universitari della Università di Ginevra e della Scuola
di ingegneria di Losanna a studenti italiani iscritti nelle facoltà di
giurisprudenza, scienze economiche ed ingegneria. A quei corsi collaborarono,
ciascuno per la propria materia, professori svizzeri e professori italiani
rifugiati in Isvizzera.
La parte terza contiene la
materia delle prime lezioni del corso che l'autore doveva tenere nel semestre
invernale nella medesima UNiversità di Ginevra. Allo scopo di agevolare la
compilazione delle dispense fino dall'inizio dell'anno scolastico, l'insegnante
aveva messo per iscritto la materia delle prime lezioni. Risulta da una
annotazione che il corso doveva iniziarsi con la trattazione del "concetto
e dei limiti dell'uguaglianza nei punti di partenza", che qui si
riproduce; proseguendo poi con la discussione di alcuni altri problemi
fondamentali di politica sociale, determinati dall'importanza assunta nella
economia contemporanea dai prezzi di monopolio o quasi monopolio (cartelli,
consorzi, trusts ecc.); dalle modificazioni indotte dalla pubblicità nella
domanda dei consumatori; dalla mancata coincidenza del risparmio e degli
investimenti (crisi economiche); dalla estensione dei servizi pubblici gratuiti
o semigratuiti. La partenza dalla Svizzera avvenuta nel dicembre 1944 di un
gruppo di insegnanti e uomini politici italiani per invito del governo di Roma
impedì che il corso avesse inizio e che la stesura delle lezioni continuasse
oltre la materia delle prime lezioni.
Essendo ora le lezioni riprodotte
così come furono dettate o preparate, si notano nel testo parecchie
ripetizioni, nate da ciò che le diverse parti riguardavano un pubblico diverso
(dirette a soldati la prima parte ed a studenti universitari la seconda e la
terza) e momenti diversi di insegnamento. Ma si preferì non togliere le
ripetizioni, allo scopo di non rimaneggiare un testo volutamente serbato nella
stesura originaria.
La lontananza della suppellettile
libraria esistente in Italia e la difficoltà di consultare nella Svizzera il
necessario materiale bibliografico spiega perchè le citazioni, ad eccezione di
alcuni libri in lingua francese, siano fatte a memoria. Anche qui si preferì
serbare la forma originaria, tuttoché talvolta approssimativa e quindi
particolarmente invisa all'autore, del quale forse è nota la avversione a
riferimenti bibliografici abbondanti ed inesatti.
E' anche superfluo avvertire che
gli esempi in lire e franchi si riferiscono al livello dei prezzi esistente nel
1944 ed al ricordo che l'autore aveva dei prezzi correnti in Italia nel 1943. Il
richiamo che talvolta si legge tra parentesi a lire 1914 potrebbe facilitare,
con l'uso di un moltiplico forse non inferiore a 3000, la conversione
approssimativa in lire attuali.
Dovrebbe essere inutile avvertire
che il tipo del ragionamento adottato nelle presenti lezioni come in tutte le
altre scritture dell'autore è sempre quello ipotetico: se noi supponiamo che
esista una certa premessa, deriva da essa questa o quella conseguenza ; non
mai quella precettistica: è desiderabile, è bene, è comandato da qualcuno
operare in questo o quel modo. Soltanto il primo tipo fa parte della
scienza; laddove dovremmo riservare il secondo al territorio della morale e
della politica. D'altro canto, la ripetizione continua nel parlare di forme a
tipo ipotetico è, fa d'uopo confessarlo, estremamente fastidiosa per insegnanti
ed ascoltatori; sicchè può accadere che il discorso, invece di normativo,
appaia talvolta inteso a dar consigli o precetti. Giova sperare che il lettore
voglia, mentalmente, sostituire alla apparenza precettistica la sostanza
ipotetica, introducendo la riserva tacita sempre presente del se noi
supponiamo che. La riserva della presenza ipotetica prende in qualche caso
la forma del: chi non voglia; seguendone che che chi non voglia A deve
volere invece B o C. Ad esempio, accade in qualche caso, particolarmente
nella parte terza, leggere: chi non voglia il tipo di società
collettivistico e, cionondimeno, per ragioni le quali non hanno nulla a che
fare con la scienza economica, ma invece molto con la morale, con il costume,
con la politica, con la stabilità sociale, reputi necessario evitare le
conseguenze degli estremi di uguaglianza perfetta o di disuguaglianza troppo
notabile nelle condizioni economiche tra uomo e uomo, epperciò ritenga
vantaggiosa una certa uguaglianza nei punti di partenza, deve reputare
logica questa o quella condotta del legislatore. Risulta da certi appunti che i
paragrafi5da 129 a 150 dovevano essere, e per le circostanze accennate sopra non
furono, riscritti allo scopo di spiegare più ampiamente le ragioni, d'indole
sovratutto morale e politica, per le quali non si riteneva desiderabile il tipo
di società anzidetto; quel che monta è che, posta quella premessa, il
ragionamento successivo sia logico. Compito della scienza non è di inculcare
una fede; ma di insegnare il metodo di osservare i fatti (economici od altri) e
di ragionare correttamente intorno ad essi. Perciò qualcuno stupirà che lo
scrittore di queste pagine, volutamente semplici ed in qualche parte popolari,
non abbia predicato quel verbo liberistico di cui lo si dice banditore;
intrattenendosi invece quasi esclusivamente sui problemi attinenti alle
limitazioni della libertà d'azione economica e sociale dell'uomo. Non potè
predicare nessun verbo, nè liberistico, nè comunistico, perchè da più di
duecento anni , da quel 1734 nel quale Cantillon scrisse l' Essai, la
scienza economica studia le leggi le quali regolano le azioni degli uomini, e
non fa prediche.
SOMMARIO ANALITICO
Nota introduttiva di
Federico Caffè
Avvertenza
Cronologia di Luigi Einaudi
Prefazione del curatore della presente edizione (con nota bibliografica)
PARTE PRIMA
Sull'Economia di mercato,
introduzione alla politica sociale
- Che cosa è il mercato
- Perchè non si deve parlare di prezzo giusto od ingiusto. Il prezzo di
mercato
- Come si fa il prezzo di mercato e che cosa esso vuol dire
- In un mercato in concorrenza il prezzo tende al costo
- Perchè si paga un prezzo anche per i doni di Dio
- Il mercato registra domande e non bisogni; ed indirizza la produzione in
corrispondenza della domanda
- Non confondiamo il meccanismo del mercato col meccanismo della
distribuzione della ricchezza
- Si può affidare a qualcun altro la decisione intorno ai bisogni degli
uomini ?
- Gli uomini non intendono rinunciare al loro diritto di scegliere le cose
che vogliono acquistare
- I monopolisti ed i prezzi di monopolio
- Col monopolio si produce di meno e si distribuisce peggio il minor
prodotto
- Due specie di monopoli e due metodi di lotta contro di essi
- I prezzi di mercato non sono arbitrari, nè in potestà dei produttori
- Quel che sta attorno alla fiera ed influisce su di essa
- L'influenza delle abitudini sui prezzi
- L'influenza della legge sul mercato
- L'importanza delle imposte sulle eredità
- L'influenza sul mercato della buona o cattiva moneta, dei buoni governi e
di quelli cattivi
- La libertà di associazione operaia e di sciopero ed i salari
- L'influenza delle possibilità per tutti di tirocinio e di istruzione
- Conclusione: il compito del mercato e come lo si può indirizzare
PARTE SECONDA
Di alcuni problemi di
politica sociale
I - I presupposti teorici
della legislazione sociale
- I presupposti teorici della
legislazione sociale
- Il concetto di concorrenza
- In regime di concorrenza non
esistono problemi sociali d'intervento dello stato
- Come lo schema della
concorrenza non risponda alla realtà presente
- L'ipotesi del monopolio
- La prima ragione fondamentale
dell'intervento dello stato
- La lotta contro i monopoli
artificiali
- La lotta contro i monopoli
naturali
- La seconda critica allo schema
di concorrenza
- Diversità degli ideali
possibili rispetto al momento originario
- La seconda via dell'intervento
dello stato
- L'abbassamento delle punte
- L'innalzamento dal basso
- Il minimo nazionale di vita.
La limitazione dei beni
II - Le assicurazioni sociali
- Le origini storiche
- Il piano Beveridge
- I principî
dell'assicurazione sociale
- L'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro
- L'assicurazione per le
pensioni di vecchiaia
- Le assicurazioni di matrimonio
e maternità e gli assegni famigliari
- L'assicurazione malattia
- L'assicurazione contro la
disoccupazione
- Gli argomenti non decisivi a
proposito della garanzia statale di un minimo di vita
- Gli argomenti favorevoli
- Gli argomenti contrari
III - Le associazioni
(sindacati, Leghe) operaie
- Premessa
- La corporazione medioevale
- La corporazione decadente dei
secoli XVII e XVIII
- L'abolizione delle
corporazioni e la affermazione della libertà del lavoro
- La riaffermazione della libertà
di associazione nel secolo XIX
- Le caratteristiche delle leghe
operaie alla vigilia della grande guerra
- Differenze tra paese e paese
- L'ordinamento sindacale
corporativo
- Come il sindacalismo
corporativo fosse una branca della pubblica amministrazione
- Quid della sola variante
all'ordinamento sindacale corporativo ritenuta necessaria dai più dopo la
caduta del regime ?
- Si inizia lo studio degli
effetti delle leghe
- Il salario nell'ipotesi di
concorrenza perfetta
- Degli effetti della lega
operaia ferma restando l'ipotesi della libera concorrenza
- Degli effetti della lega
nell'ipotesi di monopolio unilaterale della sola lega dei datori di lavoro
ovvero dei lavoratori
- Degli effetti della lega
nell'ipotesi di monopolio bilaterale (coesistenza di leghe monopolistiche,
padronali ed operaie)
- Interessi comuni e interessi
contrastanti delle leghe padronali ed operaie monopolistiche
- La norma comune del contratto
collettivo ed i suoi effetti
- Il criterio di conformità
dell'azione delle leghe all'interesse collettivo è l'approssimazione
massima all'impiego di tutti gli operai occupabili
- La lega può aver cresciuto la
produttività dell'operaio
- La scelta fra molteplicità od
unicità, libertà od obbligatorietà nelle leghe
- Contenuto del tipo delle leghe
molteplici e libere
- Contenuto del tipo della lega
unica e obbligatoria
- La variante delle elezioni dal
basso nella lega unica ed obbligatoria
IV - La partecipazione ai
profitti
- Perchè si studia la
partecipazione ai profitti e non altri metodi di partecipazione degli operai
alla gestione dell'impresa
- Cenni bibliografici e storici
- Definizione e requisiti
essenziali della partecipazione
- Tipi di partecipazione
- Divisione degli utili
- Destinazione della quota
spettante al lavoro
- Il pagamento in contanti
- Il pagamento differito con
capitalizzazione
- Il pagamento alla collettività
dei dipendenti
- Gestione dei fondi
- Inizio del diritto alla
partecipazione e clausole di decadenza
- La condizione principale del
successo nella partecipazione gestione
- I problemi contabilistici
della partecipazione
- Problemi economici della
partecipazione
- Utile (profitto) no4n è
interesse
- L'utile non esiste in
condizioni di concorrenza
- L'utile da monopoli
artificiali
- L'utile da monopoli naturali
- L'utile da rischi
imprevedibili
- L'utile da variazioni
nell'organizzazione e nella struttura dell'impresa
PARTE TERZA
Concetto e limiti della
uguaglianza nei punti di partenza
- Il dominus del mercato: la domanda effettiva dei beni diretti
- La domanda effettiva dei beni diretti determina la utilizzazione, la
manutenzione, la rinnovazione e l'incremento dei beni strumentali
- Robinson Crusuè e la eguaglianza fra quantità domandata e quantità
prodotta dei beni economici
- La uguaglianza in regime di divisione di lavoro
- Condizioni dell'eguaglianza fra quantità domandata e quantità offerta di
beni e servigi esistenti innanzi al 1914: universalità del sistema aureo,
rispetto dei contratti, eliminazione dello spazio e del tempo, contratti a
termine, città di mercato mondiale
- Significato del concetto «domanda effettiva». I «desideri»
non sono «domanda». Il mercato è un meccanismo perfettamente adatto alla
domanda, ma non si occupa dei desideri; è idifferente alla distribuzione
del numerario fra i cittadini
- Scarsa rilevanza di fatto dei tentativi di una diversa
distribuzione del numerario
- Scarsa variabilità della distribuzione dei redditi nel
tempo
- L'indifferenza del mercato non dipende dalla mancanza
di istituzioni correttive ?
- La esigenza della uguaglianza nei punti di partenza
- Cautele necessarie nella valutazione degli effetti
della disuguaglianza nei punti di partenza
- Paragone con le condizioni di «lealtà» poste nella
gare di corse
- L'esigenza della uguaglianza non vuol dire taglio netto
fra le successive generazioni; ed imponendo un minimo di agevolezze nei
punti di partenza, non vieta lo sforzo dei genitori per elevare i figli al
disopra del minimo
- Non è accetta universalmente a tutti la condizione che
a tal fine sia vietata la proprietà privata dei mezzi di produzione
- Escluso il collettivismo pieno, l'uguaglianza nei punti
di partenza sembra richiedere un'imposta ereditaria nel tempo stesso
uguagliatrice e stimolatrice
- Incompatibilità tra i due connotati. I beni
strumentali sono una continua creazione
- I piani delle società collettivistiche sono imposti
dalla necessità di consacrare il lavoro di una parte degli uomini alla
conservazione ed all'incremento dei beni strumentali
- Gli uomini egoisti individuali e gli uomini
costruttori. Il medioevo e il concetto dell'eterno
- L'ideale della città-giardino
- L'ideale della città-giardino non vive di vita
autonoma
- Il tipo dell'uomo dilapidatore
- Quello dell'uomo conservatore
- E quello dell'uomo risparmiatore
- In una società risparmiatrice esiste una divisione del lavoro fra
produttori di beni di consumo e beni strumentali la quale non coincide con
quella fra dilapidatori, conservatori e risparmiatori
- In una società non comunistica, deve esistere il risparmio volontario con
la proprietà privata dei beni strumentali
- Le varie fonti del risparmio: il non saper cosa fare del reddito. Colui
che non sa per lo più appartiene alla schiera dei dilapidatori
- I risparmiatori per istinto. Gli "avari" non sono indifferenti
alla sorte del risparmio dopo la loro morte
- Il risparmio derivante dal bisogno di fondare una famiglia
- Il risparmio derivante dal bisogno di fondare un'impresa
- Il bisogno del risparmio degli enti collettivi
- Il comportamento del legislatore di fronte alle diverse specie di
risparmio
- L'eredità si riferisce alle cose; ma il limite di essa si misura a norma
del valore in moneta stabile. Il caso dei beni durevoli di consumo
- Nel caso di beni strumentali la convenienza degli eredi provvede alla loro
trasformazione
- Il "milionario" in tempi di svalutazione monetaria. Necessità
di mutare i nomi usati nel linguaggio monetario
- L'innalzamento del minimo a mezzo dei5 servizi pubblici gratuiti
- L'abbassamento del massimo si ha in primo luogo con la riduzione delle
imposte sui consumi, con l'imposta progressiva sul reddito normale con
detrazione del del credito dei contribuenti verso lo stato a titolo di
assicurazioni sociali
- Il limite dell'imposta ereditaria normale; e l'avocazione del valore
monetario del patrimonio allo stato in tre generazioni
- L'imposta successoria avocatrice suppone una moneta stabile
- L'eliminazione degli eredi incapaci a gerire imprese od a conservare
patrimoni conseguente all'imposta successoria avocatrice
- L'uguaglianza nei punti di partenza, se si riferisse ad uomini nudi,
condurrebbe ad una società di mandarini, con preferenze per i figli dei
mandarini
- Le disuguaglianze ereditarie apparenti a danno delle femmine, dei
sacerdoti e dei figli cittadini. Come nasce la disuguaglianza tra figli
ugualmente dotati dal padre
- La persistenza dei patrimoni nelle famiglie è dovuta a fattori morali;
che soli possono sormontare l'ostacolo dell'imposta ereditaria avocatrice
- La venalità delle cariche giudiziarie fu in tempi di assolutismo inizio e
garanzia dell'indipendenza della magistratura
- L'indipendenza della magistratura oggi connessa con la persistenza dello
spirito di corpo proprio di un ceto chiuso
- La famiglia è inconcepibile in una società non differenziata
- Le case alveari e la inesistenza della famiglia. Ivi è uguaglianza nei
punti di partenza per uomini nudi
- Dove non esiste la famiglia, domina il programmismo
- Ma, se così piace agli uomini, non è una società di parassiti
- E' una società di uomini impiegati, ubbidienti. Manca chi comanda
- La teoria del punto critico nella scienza economica
- La teoria del punto critico nelle scienze politiche
- Il punto critico nell'uso della radio
- Il punto critico nel numero dei figli
- Il punto critico nelle regole monastiche
- Il punto critico nelle società comunistiche. Il programma nelle opere
scientifiche, nelle opere letterarie ed artistiche
- Il bando agli eretici, l'ostracismo ai ribelli al programma
- Il punto critico segna il passaggio dagli uomini vivi agli automi
- La società di uomini liberi è un fatto morale. Essa esiste anche nelle
galere
- La libertà può esistere nei conventi e nelle imprese comunistiche; ma può
esistere anche, fuori degli uomini gregari, tra artigiani, capitani
d'industria, agricoltori, professionisti, artisti
- I nemici della libertà possono esistere in tutti i tipi di società
economiche
- Della libertà desiderata dall'uomo comune e delle forze sociali contrarie
alla tirannia
- La riprova tratta dalla esperienza di un paese dove esistono le condizioni
favorevoli alla libertà e contrarie alla tirannia
Indice dei nomi
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