DALLA PRESENTAZIONE
DI COPERTINA
"La via della
schiavitù rappresenta una pietra miliare nella storia del
liberalismo". Questo scrive Antonio Martino nell'Introduzione
italiana a questa nuova edizione dell'opera forse più famosa di
Friedrich A. von Hayek. E ancora Martino: "L'influenza di Hayek è
stata enorme; forse nessuno ha contribuito più di lui al cambiamento
dell'opinione prevalente che ha restituito al liberalismo classico il
ruolo di protagonista del dibattito politico. Nel 1991 un mio amico
americano, stupito della conoscenza del pensiero di Hayek che il suo
interlocutore dimostrava, chiese al giovane intellettuale libanese
come avesse fatto a farsi questa cultura sotto quella che è stata una
delle dittature più brutali di questo secolo. La risposta fu:
"Copiavamo a mano i suoi libri!". E che dire di Anatoly
Chubais, l'esperto di privatizzazioni di Eltsin, che raccontava: "I
giorni più felici della mia vita li ho trascorsi a San Pietroburgo, a
leggere Hayek in biblioteca fino a tarda notte".
Stranamente, in Italia
la conoscenza delle opere di Hayek sembra ancora riservata ad una
sparuta élite di studiosi. La ripubblicazione in italiano del suo primo
libro di filosofia politica è un evento memorabile, che lascia sperare
che, sia pure con mezzo secolo di ritardo, possa cominciare a
diffondersi anche in Italia il pensiero di questo gigante intellettuale
del secolo XX. E, forse, riusciremo così a scongiurare l'avvelenarsi
anche in Italia di quello "scippo" del termine liberalismo
che i nemici della libertà hanno perpetrato in altri paesi, come
denunciato da Schumpeter con le immortali parole: "Il liberalismo
economico è la teoria secondo cui il metodo migliore per promuovere lo
sviluppo economico e il benessere diffuso è quello di rimuovere gli
impedimenti gravanti sull'economia della libera impresa privata e
lasciarla in pace. Il termine ha acquisito un significato diverso, anzi
quasi opposto: come supremo, anche se non intenzionale, complimento, i
nemici del sistema dell'imprenditorialità privata hanno ritenuto
opportuno appropriarsi del suo nome".
INDICE
Introduzione
all'edizione italiana, di Antonio Martino
Prefazione
Prefazione all'edizione del 1976
Premessa di John Chamberlain all'edizione del 1944
Prefazione all'edizione del 1944
Introduzione
Capitolo 1. La
strada abbandonata
Capitolo 2. La grande utopia
Capitolo 3. Individualismo e collettivismo
Capitolo 4. L'"inevitabilità" della pianificazione
Capitolo 5. Pianificazione e democrazia
Capitolo 6. La pianificazione e la sovranità della legge
Capitolo 7. Controllo economico e totalitarismo
Capitolo 8. Chi pianifica per gli altri?
Capitolo 9. Sicurezza e libertà
Capitolo 10. Perché emergono i peggiori
Capitolo 11. La fine della verità
Capitolo 12. Le radici socialiste del nazismo
Capitolo 13. I totalitari tra di noi
Capitolo 14. Condizioni materiali e fini ideali
Capitolo 15. Le prospettive dell'ordine internazionale
Conclusioni
Indice dei nomi di persona