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Agli inizi degli anni '70 la casa
editrice Sansoni di Firenze, in collaborazione con l' "Istituto per la
Storia del Movimento Liberale" pubblicò una collana di classici del
pensiero liberale, oltre che di autori contemporanei. Tra le opere scelte da
Ercole Camurani, curatore della collana, vi fu anche "Liberalismo" di
L.T. Hobhouse. L'opera, assai conosciuta, apprezzata e diffusa all'estero, è
stata recentemente ristampata da Vallecchi.
Leonard
T. Hobhouse è stato definito dal Laski "la mente più generosa"
della schiera liberale, mentre il Kaufman lo definì uno dei suoi maggiori
teorici. Wright Mills definì "Liberalism" di Hobhouse come "il
miglior esposto novecentesco delle idee liberali che io conosca",
confermando l'elogio di De Ruggiero: "la formulazione migliore del nuovo
liberalismo inglese del secolo XX; vi troviamo ammodernato l'insegnamento di
Mill e del Green".
Lo scritto di Hobhouse - così importante per quella che fu un politica
realisticamente liberatrice, e per i grandi problemi e le prime grandi soluzioni
della giustizia e della sicurezza sociale - pose in più chiara luce i fattori
individuali e sociali della produzione contro l'astratto individualismo o
l'astratto socialismo, due monoteismi che esasperavano l'Autore. Secondo il De
Ruggiero, con una concezione armonica "definisce i diritti
dell'individuo in termini di bene comune e quelli della comunità in termini di
benessere degli individui".
Nella prefazione,
Armando Frumento affermava: " La stesura italiana riporta alfine, anche
in Italia, un grande autore nello spazio cui aspirava con sincerità, e con
stile sobrio , suadente e chiarissimo: una vasta cerchia di lettori cui parlare
non di sottigliezze o di teoremi , ma dei casi maggiori della vita di ogni
giorno. Il nostro mondo lotta, vola, raccoglie sassi sulle spiagge lunari,
infastidisce Marte e cede alla tentazione di toccare Venere, ma gran parte dei
temi che scottavano nelle pagine di Hobhouse, bruciano ancora, sessant'anni
dopo. Come stupirci se molte sue pagine rimangono fresche ? E se tutto il suo
discorso suscita interesse, anche nei tratti dove non può trovare consenso; o
forse soprattutto là , dove con animo deliberato, allinea bersagli per la gara
stimolante e intelligente delle critiche e delle acquiescenze a tesi ancora
colme di significato". Oggi di anni ne sono passati ottantotto dalla
prima pubblicazione dell'opera ed essa sembra ancora più fresca di quanto
potesse apparire ad Armando Frumento negli "anni di piombo" della
nostra repubblica. Non solo fresca, ma addirittura anticipatrice di quella
evoluzione del pensiero liberale in cui libertà e socialità si danno la mano
per cercare di costruire un mondo meno diseredato, con "conti di
partenza" più accostati e con migliori possibilità di autodeterminazione
di quell'avventura che è l'avvenire di ogni cittadino.
Sommario
Indice
Prefazione di Armando Frumento
Capitolo primo
Prima del liberalismo
Capitolo secondo
Gli elementi del liberalismo
Capitolo terzo
L'evoluzione della teoria
Capitolo quarto
Il "laissez faire"
Capitolo quinto
Gladstone e Mill
Capitolo sesto
Il cuore del liberalismo
Capitolo settimo
Lo Stato e l'individuo
Capitolo ottavo
Il liberalismo economico
Capitolo nono
L'avvenire del liberalismo
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