|
DAL RISVOLTO DI
COPERTINA.
A
guardarla troppo da lontano, l'affermazione del liberalismo negli ultimi
tre secoli di storia dell'Occidente può sembrare trionfale e quasi
scontata: una specie di fatalità storica come quella che Tocqueville
leggeva nella diffusione dell'eguaglianza delle condizioni. In realtà,
se il liberalismo si è imposto alla mente degli uomini e alle
istituzioni del nostro tempo, non è perchè non abbia avuto nemici. Per
emergere, ha dovuto, e deve tuttora, misurarsi con tutta una corrente di
pensiero antiliberale che costituisce una tradizione variegata, ma
unitaria e compatta. "I grandi movimenti", diceva Mill,
"conoscono inevitabilmente tre stadi: il ridicolo, il dibattito,
l'accoglimento". Quando il liberalismo ebbe percorso questa
traiettoria che l'ha portato a diventare un segno distintivo della
modernità, i suoi avversari hanno dovuto attenuare i toni, cercare
giustificazioni più civili e, alla fine, accettare compromessi: in una
parola, come dice Holmes , diventare "concilianti". Le sfide
spavalde di un tempo, così, si sono fatte gradualmente più sfuggenti e
perfino subdole, dando vita a una sorta di nicomedismo politico. E'
cominciato allora il gioco degli scavalcamenti e degli inveramenti,
ossia la ricerca di realizzazioni "più compiute" miranti a
vestire istanze conservatrici di panni più presentabili. Ovviamente in
nome del liberalismo.
Ed è
storia di oggi. Anche di noi.
Con
Anatomia dell'antiliberalismo, Stephen Holmes svolge un'analisi critica
stringente e lucida dei motivi conduttori della tradizione antiliberale.
Il risultato è un quadro estremamente articolato in cui la dovizia
dell'apparato documentario ha il proprio lievito nella passione politica
e in una vena di disinvolta ironia.
SOMMARIO
Prefazione
Introduzione
Che cos'è l'antiliberalismo ?
- L'antiliberalismo come tradizione
- Che cos'è il liberalismo ?
- I torti del liberalismo
- Atteggiamenti e tesi di fondo
- Origine e struttura del presente libro
Parte prima
GLI ANTILIBERALI
- De Maistre e la tradizione
antiliberale
- La natura dell'uomo
- Una visione autoritaria del potere
- Esoterismo
- I veleni della scienza
- L'annullamento dell'io
- Violenza e guerra
- La componente gnostica
- Conclusione
- Schmitt: la debolezza del liberalismo
- Due concetti d'inimicizia
- Due giustificazioni del potere dello stato
- Una cultura della debolezza politica
- Il decisionismo
- Parlamentarismo contro democrazia
- Hobbes e le origini del liberalismo ebraico
- Il paradosso di un Impero inglese mondiale
- Una confutazione
- Conclusione
- Leo Strauss: verità per soli
filosofi
- Verità crudeli e bugie
consolatorie
- Un monito per i filosofi
- La grande scoperta degli antichi: la disuguaglianza naturale
- La democratizzazione dell'edonismo
- Il compito terreno della filosofia
- L'errore del cristianesimo
- Una diagnosi della modernità
- Una differenza di genere
- La bassezza del liberalismo
- Due pesi e due misure
- La forza delle idee
- Un ultimo rompicapo
- MacIntyre: il catechismo
antiliberale
- Un'altra diagnosi del
liberalismo
- La forza corrosiva del dubbio
- L'autorità
- La religione
- La scienza
- Concetti funzionali
- Ruoli sociali
- Il vizio centrale dell'argomento di McIntyre
- Altre incoerenze
- Due pesi e due misure
- Il conflitto morale nel mondo preliberale
- Razionalità e tradizione
- La polis
- Una (nuova) svolta sorprendente
- Tradizioni in cammino
- Conflitto e gerarchia
- Due McIntyre
- Antiprometeismo: la teorizzazione
di Christopher Lasch
- Un atto d'accusa contro il
progresso
- Il trionfo del desiderio
- La scienza
- La fine delle limitazioni
- I vincoli etnici
- Produttivismo populista
- Difetti argomentativi
- Una miscellanea di motivi antiliberali
- Unger: un antiliberalismo diverso
- L'atteggiamento di fondo
- Errori storici
- L'accusa di scetticismo morale
- Verso un antiliberalismo conciliante
- L'iperliberalismo
- Dalla teoria alla pratica
- Destra e sinistra
- Rompicapi
- Una replica all'iperliberalismo
- Un'istanza nietzschiana
- Quando tutto sembra essere nelle nostre mani
- Le insidie della nozione di
comunità
- La comunità fantasma
- Il mito del sociale
- Aut aut
- Due istanze difficilmente componibili
- Un bersaglio mobile
- La teoria come terapia
Parte seconda
FRAINTENDIMENTI CONCERNENTI IL PASSATO
DEL LIBERALISMO
- Gli antiliberali come storici
del pensiero liberale
- "Atomizzazione" della
società ?
- Indifferenza verso il bene comune ?
- Eclissi dell'autorità
- Subordinazione del pubblico al
privato ?
- Trionfo dell'economicismo ?
- Il liberalismo non è
economicismo
- L'eterno problema della fame
- La società commerciale non è un fine, ma un mezzo
- L'uomo come macchian del piacere e del dolore
- Una concezione ingenua delle preferenze
- Esaltazione dell'egoismo dei diritti
?
- I diritti proteggono i canali
di comunicazione sociale
- I diritti proteggono l'esercizio delle virtù e l'espressione delle
capacità
- Le virtù liberali
- I doveri liberali
- L'uguaglianza e l'astrattezza dei diritti
- Scetticismo morale ?
- I limiti dell'individualismo liberale
- Scetticismo politico contro scetticismo morale
- Il tabù dell'autoesenzione
- la neutralità procedurale è veramente una finzione ?
- Si può parlare di primato dei rapporti strumentali su quelli morali
?
- Crimini della ragione ?
- La dialettica dell'illuminismo
- Le colpe della scienza moderna
- La sostituzione dell'opposto
Conclusione
- Unità e diversità nella
tradizione antiliberale
- L'illustrazione del liberalismo operata dai suoi nemici
Note
Indice dei nomi
|