Stephen Holmes
ANATOMIA DELL'ANTILIBERALISMO

(Ed. di Comunità  – Milano, 1995 – Pagg.430 - £.52.000)

DAL RISVOLTO DI COPERTINA.

A guardarla troppo da lontano, l'affermazione del liberalismo negli ultimi tre secoli di storia dell'Occidente può sembrare trionfale e quasi scontata: una specie di fatalità storica come quella che Tocqueville leggeva nella diffusione dell'eguaglianza delle condizioni. In realtà, se il liberalismo si è imposto alla mente degli uomini e alle istituzioni del nostro tempo, non è perchè non abbia avuto nemici. Per emergere, ha dovuto, e deve tuttora, misurarsi con tutta una corrente di pensiero antiliberale che costituisce una tradizione variegata, ma unitaria e compatta. "I grandi movimenti", diceva Mill, "conoscono inevitabilmente tre stadi: il ridicolo, il dibattito, l'accoglimento". Quando il liberalismo ebbe percorso questa traiettoria  che l'ha portato a diventare un segno distintivo della modernità, i suoi avversari hanno dovuto attenuare i toni, cercare giustificazioni più civili e, alla fine, accettare compromessi: in una parola, come dice Holmes , diventare "concilianti". Le sfide spavalde di un tempo, così, si sono fatte gradualmente più sfuggenti e perfino subdole, dando vita a una sorta di nicomedismo politico. E' cominciato allora il gioco degli scavalcamenti e degli inveramenti, ossia la ricerca di realizzazioni "più compiute" miranti a vestire istanze conservatrici di panni più presentabili. Ovviamente in nome del liberalismo.

Ed è storia di oggi. Anche di noi.

Con Anatomia dell'antiliberalismo, Stephen Holmes svolge un'analisi critica stringente e lucida dei motivi conduttori della tradizione antiliberale. Il risultato è un quadro estremamente articolato in cui la dovizia dell'apparato documentario ha il proprio lievito nella passione politica e in una vena di disinvolta ironia.

SOMMARIO

Prefazione

Introduzione
Che cos'è l'antiliberalismo ?
- L'antiliberalismo come tradizione
- Che cos'è il liberalismo ?
- I torti del liberalismo
- Atteggiamenti e tesi di fondo
- Origine e struttura del presente libro

Parte prima

GLI ANTILIBERALI

  1. De Maistre e la tradizione antiliberale

    - La natura dell'uomo
    - Una visione autoritaria del potere
    - Esoterismo
    - I veleni della scienza
    - L'annullamento dell'io
    - Violenza e guerra
    - La componente gnostica
    - Conclusione

  2. Schmitt: la debolezza del liberalismo

    - Due concetti d'inimicizia
    - Due giustificazioni del potere dello stato
    - Una cultura della debolezza politica
    - Il decisionismo
    - Parlamentarismo contro democrazia
    - Hobbes e le origini del liberalismo ebraico
    - Il paradosso di un Impero inglese mondiale
    - Una confutazione
    - Conclusione

  3. Leo Strauss: verità per soli filosofi

    - Verità crudeli e bugie consolatorie
    - Un monito per i filosofi
    - La grande scoperta degli antichi: la disuguaglianza naturale
    - La democratizzazione dell'edonismo
    - Il compito terreno della filosofia
    - L'errore del cristianesimo
    - Una diagnosi della modernità
    - Una differenza di genere
    - La bassezza del liberalismo
    - Due pesi e due misure
    - La forza delle idee
    - Un ultimo rompicapo

  4. MacIntyre: il catechismo antiliberale

    - Un'altra diagnosi del liberalismo
    - La forza corrosiva del dubbio
    - L'autorità
    - La religione
    - La scienza
    - Concetti funzionali
    - Ruoli sociali
    - Il vizio centrale dell'argomento di McIntyre
    - Altre incoerenze
    - Due pesi e due misure
    - Il conflitto morale nel mondo preliberale
    - Razionalità e tradizione
    - La polis
    - Una (nuova) svolta sorprendente
    - Tradizioni in cammino
    - Conflitto e gerarchia
    - Due McIntyre

  5. Antiprometeismo: la teorizzazione di Christopher Lasch

    - Un atto d'accusa contro il progresso
    - Il trionfo del desiderio
    - La scienza
    - La fine delle limitazioni
    - I vincoli etnici
    - Produttivismo populista
    - Difetti argomentativi
    - Una miscellanea di motivi antiliberali

  6. Unger: un antiliberalismo diverso

    - L'atteggiamento di fondo
    - Errori storici
    - L'accusa di scetticismo morale
    - Verso un antiliberalismo conciliante
    - L'iperliberalismo
    - Dalla teoria alla pratica
    - Destra e sinistra
    - Rompicapi
    - Una replica all'iperliberalismo
    - Un'istanza nietzschiana
    - Quando tutto sembra essere nelle nostre mani

  7. Le insidie della nozione di comunità

    - La comunità fantasma
    - Il mito del sociale
    - Aut aut
    - Due istanze difficilmente componibili
    - Un bersaglio mobile
    - La teoria come terapia

Parte seconda

FRAINTENDIMENTI CONCERNENTI IL PASSATO DEL LIBERALISMO

  1. Gli antiliberali come storici del pensiero liberale
  2. "Atomizzazione" della società ?
  3. Indifferenza verso il bene comune ?
  4. Eclissi dell'autorità
  5. Subordinazione del pubblico al privato ?
  6. Trionfo dell'economicismo ?

    - Il liberalismo non è economicismo
    - L'eterno problema della fame
    - La società commerciale non è un fine, ma un mezzo
    - L'uomo come macchian del piacere e del dolore
    - Una concezione ingenua delle preferenze

  7. Esaltazione dell'egoismo dei diritti ?

    - I diritti proteggono i canali di comunicazione sociale
    - I diritti proteggono l'esercizio delle virtù e l'espressione delle capacità
    - Le virtù liberali
    - I doveri liberali
    - L'uguaglianza e l'astrattezza dei diritti

  8. Scetticismo morale ?

    - I limiti dell'individualismo liberale
    - Scetticismo politico contro scetticismo morale
    - Il tabù dell'autoesenzione
    - la neutralità procedurale è veramente una finzione ?
    - Si può parlare di primato dei rapporti strumentali su quelli morali ?

  9.  Crimini della ragione ?

    - La dialettica dell'illuminismo
    - Le colpe della scienza moderna

  10. La sostituzione dell'opposto

    Conclusione

    - Unità e diversità nella tradizione antiliberale
    - L'illustrazione del liberalismo operata dai suoi nemici

    Note

    Indice dei nomi