La libertà individuale può
essere compatibile con gli ordinamenti contemporanei incentrati sulla
legislazione e quasi completamente identificati con essa?
Se linguaggio, moda, mercato,
arti, scienze sono il prodotto della convergenza di azioni spontanee
individuali, non dovrebbe anche il diritto, allo stesso modo, prodursi
da una simile spontanea convergenza?
E ancora: la codificazione
legislativa, come punto terminale di un processo in cui è sempre l’autorità
di maggioranze dispotiche ad imporsi, non finisce per risolversi in un
congegno liberticida?
E non è forse una sofisticata
impostura la "democrazia rappresentativa"?
Può dirsi società di uomini
liberi quella in cui una qualsiasi oligarchia contingente di
"legislatori" può a suo arbitrio render nulli negozi
giuridici liberamente sottoscritti fra adulti sani di mente e
consenzienti?
Questi ed altri
"empi" interrogativi poneva nel 1961 Freedom and the Law,
opera magistrale di Leoni, che tanta influenza eserciterà sulla scienza
politica.
Leoni, preconizzando il delirio
demiurgico e la metastasi normativa che avrebbero devastato gli
ordinamenti contemporanei, tratteggia una teoria generale del diritto
che scongiuri i rischi a cui un potere legislativo privo di limiti
espone la libertà individuale.
INDICE
IX Introduzione di Raimondo Cubeddu
Premessa
Quale libertà?
Libertà e costrizione
Libertà e rule of law
Libertà e certezza del diritto
Libertà e legislazione
Libertà e rappresentanza
Libertà e volontà comune
Analisi di alcune difficoltà
Conclusione
Note
Indice dei nomi