Karl R. Popper
LA LOGICA DELLA SCOPERTA SCIENTIFICA
(Ed. Einaudi/CDE  – Milano 1995 – pagg.549)

DALLA PREMESSA di Giulio Giorello

Il buon soldato Popper.

"Voi tutti conoscerete la storia del soldato che scoprì che tutto il suo battaglione (a parte lui, naturalmente) non marciava al passo". La favola doveva particolarmente piacere a Popper, che dichiarava (1956) di trovarsi "costantemente" nella posizione di quel soldato. Almeno qualche volta gli altri membri del battaglione cercano di recuperare e

questo aumenta la confusione; e siccome non sono un ammiratore della disciplina in filosofia, sono contento finchè ci sono abbastanza membri del battaglione che sono sufficientemente fuori passo l'uno rispetto all'altro.

Fuor di metafora: come leggiamo nel primo paragrafo della Logica della scoperta scientifica, nessun principio va mai accettato "senza riserve da tutta quanta la scienza", perchè, dopo tutto, "tutta quanta la scienza potrebbe sbagliare" ed essere nel giusto quell'unico dissenziente, il soldato che non marcia con gli altri.

Nè è un gran male se aumenta il disordine sotto il cielo. Anzi, un vero filosofo dovrebbe preoccuparsi del contrario. Popper l'ha messo in pratica sistematicamente ei suoi seminari alla London School of Economics e nelle sue conferenze in altra sede. Come riconosce con orgoglio nella sua Autobiografia intellettuale (1974),

[è] mia abitudine, ogni volta che vengo invitato a parlare da qualche parte, di cercare di sviluppare alcune conseguenze del mio punto di vista che ritengo inaccettabili per quel pubblico particolare.

Nel Poscritto alla Logica della scoperta scientifica dà la ragione teorica di questo atteggiamento:

Non credo alla teoria corrente che, allo scopo di rendere feconda una discussione, coloro che vi partecipano debbano avere molto in comune. Al contrario, credo che più diverso è il loro retroterra, più feconda sarà la discussione. Non c'è neppure bisogno di un linguaggio comune per iniziare: se non ci fosse stata la torre di Babele avremmo dovuto costruirne una.

Dalla Premessa di Giulio Giorello.

INDICE

Premessa di Giulio Giorello
Prefazione alla prima edizione, 1934
Nota dell'autore alla traduzione inglese, 1959
Prefazione alla prima edizione inglese, 1959
Ringraziamenti 1960 e 1968
Prefazione all'edizione italiana, 1970

 

Parte prima. Introduzione alla logica della scienza

I. Sguardo su alcuni problemi fondamentali

  1. Il problema dell'induzione
  2. Eliminazione dello psicologismo
  3. Controlli deduttivi delle teorie
  4. Il problema della demarcazione
  5. L'esperienza come metodo
  6. La falsificabilità come criterio di demarcazione
  7. Il problema della "base empirica"
  8. Oggettività scientifica e convinzione soggettiva

II. Il problema di una teoria del metodo scientifico

  1. Perché le decisioni metodologiche sono indispensabili
  2. L'approccio naturalistico alla teoria del metodo
  3. Le regole metodologiche come convenzioni

Parte seconda. Alcune componenti strutturali di una teoria dell'esperienza

    III. Le teorie

  1. Causalità, spiegazione e deduzione di predizioni
  2. Universalità stretta e universalità numerica
  3. Concetti universali e concetti individuali
  4. Asserzioni strettamente universali e asserzioni strettamente esistenziali
  5. Sistemi di teorie
  6. Alcune possibilità d'interpretazione di un sistema di assiomi
  7. Livelli di universalità. Il Modus tollens
  8. IV. La falsificabilità

  9. Alcune obiezioni convenzionalistiche
  10. Regole metodologiche
  11. Indagine logica sulla falsificabilità
  12. Falsificabilità e falsificazione
  13. Accadimenti ed eventi
  14. Falsificabilità e non-contraddittorietà
  15. V. Il problema della base empirica

  16. L'esperienza percettiva come base empirica: lo psicologismo
  17. Sui cosiddetti "enunciati protocollari"
  18. L'oggettività della base empirica
  19. Asserzioni-base
  20. La relatività delle asserzioni-base. Risoluzione del trilemma di Fries
  21. Teoria ed esperimento
  22. VI. Gradi di controllabilità

  23. Programma e illustrazione
  24. Come mettere a confronto classi di falsificatori potenziali?
  25. I gradi di falsificabilità confrontati per mezzo della relazione disottoclasse
  26. La struttura della relazione di sottoclasse. Probabilità logica
  27. Contenuto empirico, implicazione stretta e gradi di falsificabilità
  28. Livelli di universalità e gradi di precisione
  29. Campi logici. Note sulla teoria della misurazione
  30. Gradi di controllabilità confrontati rispetto alle dimensioni
  31. La dimensione di un insieme di curve
  32. Due modi per ridurre il numero di dimensioni di un insieme di curve
  33. VII. Semplicità

  34. Eliminazione del concetto estetico e del concetto pragmatico di semplicità
  35. Il problema metodologico della semplicità
  36. Semplicità e grado di falsificabilità
  37. Configurazione geometrica e forma funzionale
  38. La semplicità della geometria eucliedea
  39. Il convenzionalismo e il concetto di semplicità
  40. VIII. Probabilità

  41. Il problema dell'interpretazione delle asserzioni probabilistiche
  42. Interpretazioni soggettivistiche e interpretazioni oggettivistiche
  43. Il problema fondamentale della teoria del caso
  44. La teoria frequenziale di von Mises
  45. Progetto di una nuova teoria della probabilità
  46. Frequenza relativa in una classe finita
  47. Selezione, indipendenza, refrattarietà, irrilevanza
  48. Sequenze finite. Selezione ordinale e selezione di intorno
  49. Libertà n nelle sequenze finite
  50. Sequenze di segmenti. La prima forma della formula binominale
  51. Sequenze infinite. Stime ipotetiche di frequenza
  52. Esame dell'assioma del disordine
  53. Sequenze causali. Probabilità oggettiva
  54. Il teorema di Bernoulli
  55. La legge dei grandi numeri (teorema Bernoulli)
  56. Il teorema di Bernoulli e l'interpretazione delle asserzioni probabilistiche
  57. Il teorema di Bernoulli e il problema della convergenza
  58. Eliminazione dell'assioma di convergenza. Soluzione del "problema fondamentale della teoria del caso"
  59. Il problema della decidibilità
  60. La forma logica delle asserzioni probabilistiche
  61. Un sistema probabilistico di metafisica speculativa
  62. La probabilità in fisica
  63. Legge e caso
  64. La deducibilità delle macroleggi dalle microleggi
  65. Asserzioni probabilistiche formalmente singolari
  66. La teoria del campo
  67. IX. Alcune osservazioni sulla teoria dei quanti

  68. Il programma di Heisenberg e le relazioni d indeterminazione
  69. Breve schizzo dell'interpretazione statistica della teoria dei quanti
  70. Una reinterpretazione statistica delle formule d'indeterminazione
  71. Tentativo di eliminare gli elementi metafisici invertendo il programma di Heisenberg. Applicazioni
  72. Esperimenti decisivi
  73. Metafisica indeterministica
  74. X. La corroborazione, ossia: come una teoria regge ai controlli

  75. A proposito della cosiddetta verificazione delle ipotesi
  76. La probabilità di un'ipotesi e la probabilità degli eventi: critica della logica della probabilità
  77. Logica induttiva e logica della probabilità
  78. La teoria positiva della corroborazione: come un'ipotesi può "provare il proprio valore"
  79. Corroborabilità, controllabilità e probabilità logica
  80. Osservazioni a proposito dell'uso dei concetti "vero" e "corroborato"
  81. Il cammino della scienza

Appendici

  1. Definizione della dimensione di una teoria
  2. Il calcolo generale della frequenza nelle classi finite
  3. Derivazione della prima forma della formula binomiale (per sequenze finite di segmenti sovrapposti)
  4. Un metodo per costruire modelli di sequenze casuali
  5. Esame di un'obiezione. L'esperimento delle due fessure
  6. A proposito di un procedimento di misurazione non predittivo
  7. Osservazioni a proposito di un esperimento immaginario

Nuove appendici

  1. Due note sull'induzione e sulla demarcazione, 1933-34
  2. Nota sulla probabilità, 1938
  3. Sull'uso euristico della definizione classica di probabilità, specialmente per derivare il teorema generale della moltiplicazione
  4. La teoria formale della probabilità
  5. Derivazioni nella teoria formale della probabilità
  6. Disordine oggettivo, o casualità
  7. Probabilità zero e microscrittura di probabilità e contenuto
  8. Contenuto, semplicità e dimensione
  9. Corroborazione, peso delle prove e controlli statistici
  10. Universali, disposizioni e necessità naturale o fisica
  11. Sull'uso e l'abuso degli esperimenti immaginari, specialmente nella teoria dei quanti
  12. L'esperimento di Einstein, Podolsky e Rosen
    Lettera di Albert Einstein

Indice analitico
Indice dei nomi