Karl R. Popper
LA SOCIETA' APERTA E I SUOI NEMICI
Vol. I° Platone totalitario - Vol. II° Hegel e Marx falsi profeti
(Armando Editore - Roma 1996 - Pagg.480+ - £.52.000)

LA PRESENTAZIONE DI COPERTINA

Vol.I° - "Nel campo di coloro che cercano la verità non esiste nessuna autorità umana: e chiunque tenti di fare il magistrato viene travolto dalle risate degli dèi". Questo è il messaggio epistemologico di Albert Einstein, lo stesso di quello di Karl Popper: "Tutta la conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione. Tuttavia, noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l'eliminazione di errori (...)". La scienza è fallibile perchè la scienza è umana.
Non è un caso che Popper, teorico della fallibilità della conoscenza umana, sia anche l'autore de La società aperta e i suoi nemici. La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti. E fonte privilegiata dell'intolleranza è la presunzione fatale di credersi possessori di una verità assoluta, dell'unico valore, di essere nel diritto, e di avere il dovere, di imporre questa verità e questo valore.
Platone fu un grande uomo. Ma i grandi uomini possono commettere grandi errori. E il grande errore di Platone, sostiene Popper, fu quello di avere teorizzato la "società chiusa". Platone - ha scritto Gilbert Ryle - fu il Giuda di Socrate. Ed ecco Popper: " Platone fu costretto a combattere il libero pensiero e il perseguimento della verità; fu indotto a difendere la menzogna, i miracoli politici, la superstizione dei tabù, la soppressione della verità e, alla fine, la violenza brutale". Per tutto ciò, "la lezione che noi (...) dovremmo apprendere da Platone è esattamente l'opposto di quanto egli vorrebbe insegnarci. E' una lezione che non deve essere dimenticata. Per quanto eccellente fosse la sua diagnosi sociologica, lo sviluppo stesso di Platone dimostra che la terapia che raccomandava è peggiore del male che tentava di combattere".

Vol.II° - La società aperta e i suoi nemici è uno dei grandi libri di questo secolo, un classico della democrazia. E' una difesa della democrazia dai suoi nemici, nemici quali Platone, Hegel o Marx. Nei confronti di Marx, nonostante parecchi sinceri apprezzamenti (non ultimo quello per cui tornare ad una scienza sociale pre-marxista sarebbe impossibile), Popper è stato forse il più acuto e tenace critico contemporaneo: le sue argomentazioni hanno devastato il materialismo storico e quello dialettico, ed hanno inoltre mostrato che il pensiero marxista (in una larga parte della sua tradizione) è un pensiero che contraddice il canone principale della ricerca scientifica, che è quello di accettare le confutazioni. Molta della tradizione marxista si è configurata, infatti, come una specie di sala operatoria in cui è stata praticata tutta una serie di operazioni di plastica facciale (iniezione di ipotesi ad hoc) alla teoria lacerata dalle confutazioni fattuali.
«Per questo - afferma Popper - si potrebbe dire che il marxismo fu una volta scienza, ma una scienza che fu confutata da alcuni fatti che entrarono in conflitto con le sue predizioni (...) tuttavia il marxismo, oggi, non è più scienza; e non lo è poichè ha infranto la regola metodologica per la quale noi dobbiamo accettare la falsificazione, ed ha immunizzato se stesso contro le più clamorose confutazioni delle sue predizioni. Da allora esso può venir descritto solo come non-scienza, come un sogno metafisico, se volete, congiunto con una realtà crudele».
Il marxismo, sottolinea Popper, è morto di marxismo.

SOMMARIO

Volume I°

Premessa alla seconda edizione italiana di Dario Antiseri
Nota alla prima edizione italiana di Dario Antiseri

Prefazione alla prima edizione
Prefazione alla seconda edizione

Introduzione

IL MITO DELL'ORIGINE E DEL DESTINO
Capitolo primo: Lo storicismo e il mito del destino
Capitolo secondo: Eraclito
Capitolo terzo: La teoria platonica delle forme o idee

LA SOCIOLOGIA DESCRITTIVA DI PLATONE
Capitolo quarto: Mutamento e stasi
Capitolo quinto: Natura e convenzione

IL PROGRAMMA POLITICO DI PLATONE
Capitolo sesto: La giustizia totalitaria
Capitolo settimo: Il principio della leadership
Capitolo ottavo: Il filosofo re
Capitolo nono: Estetismo, perfettismo, utopismo

IL BACKGROUND DELL'ATTACCO DI PLATONE
Capitolo decimo: La società aperta e i suoi nemici

Note

Appendici
           Platone e la geometria
           La datazione del Teeteto
           Risposta a un critico


Indice dei nomi
Indice analitico

Volume II°

LA NASCITA DELLA FILOSOFIA ORACOLARE
Capitolo undicesimo: Le radici aristoteliche dello hegelismo
Capitolo dodicesimo: Hegel e il nuovo tribalismo

IL METODO DI MARX
Capitolo tredicesimo: Il determinismo sociologico di Marx
Capitolo quattordicesimo: L'autonomia della sociologia
Capitolo quindicesimo: Storicismo economico
Capitolo sedicesimo: Le classi
Capitolo diciassettesimo: Il sistema legale e il sistema sociale

LA PROFEZIA DI MARX
Capitolo diciottesimo: L'avvento del socialismo
Capitolo diciannovesimo: La rivoluzione sociale
Capitolo ventesimo: Il capitalismo e il suo destino
Capitolo ventunesimo: Una valutazione della profezia

L'ETICA DI MARX
Capitolo ventiduesimo: La teoria morale dello storicismo

LE CONSEGUENZE
Capitolo ventitreesimo: La sociologia della conoscenza
Capitolo ventiquattresimo: Filosofia oracolare e rivolta contro la ragione

CONCLUSIONE
Capitolo venticinquesimo: La storia ha un senso ?

Note
Addenda
Nota finale
Indice dei nomi
Indice analitico